UNA STORIA VERA... DI MOLTI ANNI FA

Molti anni fa, era il 23 dicembre, un incaricato dell?aeroporto telefon? a casa chiedendo del sottoscritto. Doveva riferire che presso il loro deposito giaceva, da due giorni, un pacco dal contenuto ?deperibile? a me destinato e, a suo dire, non consegnato per disguidi vari. Purtroppo, in quel periodo, per ragioni di lavoro dovevo prestare molta attenzione ai ?regali? che pervenivano. Decisi quindi di recarmi immediatamente al deposito ma in forma ?ufficiale?, quindi accompagnato da colleghi. Arrivammo verso le 15 del pomeriggio, dopo qualche incomprensione (chiss? a cosa pens? l?incaricato di turno, vedendomi in veste ufficiale) finalmente cap? il motivo della mia visita. Aspettai circa venti minuti, sino al momento in cui arriv? il famoso ?pacco deperibile?. Una scatola di cartone, di medio peso e grandezza, scatola della Compagnia Aerea che la aveva stivata e in seguito immagazzinata. Non la aprii immediatamente, sia perch? non ero curioso di conoscerne il contenuto che per i motivi sopra esposti. Preferii dunque far valutare ai colleghi ?professionisti?il da farsi. Cos?, per gentile concessione, fummo condotti in una saletta riservata e, naturalmente, lontana da punti affollati. Chi di dovere cominci?, con molta attenzione, a considerare le possibili conseguenze di ?. un?incauta apertura. Nessuno di noi aveva notato, sino a quel momento, che ai fianchi della scatola erano stati praticati dei piccoli fori. Conseguentemente, espletati alcuni basilari accertamenti, si procedette all?apertura. Dall?alto, i lembi della scatola schiusero la vista ad un incredibile contenuto: una piccola ?gabbia? di plastica, di quelle apposite, al cui interno giaceva, praticamente senza forze e su un tappeto di rifiuti organici, un cucciolo di cane barboncino?.. Non mi dilungo su quello che feci, sia nei confronti di chi aveva trattato in quel modo tale ?merce deperibile? sia di chi, dopo, venni a sapere lo aveva inviato (concedetemi di non entrare in particolari riferibili ai motivi di tale ?regalo? e ai suoi scopi, sui quali, ancora oggi, preferisco tacere ? posso solo dire che l?intento era quello di ?regalarmi? un cucciolo? morto - il che, tradotto in certi ?linguaggi?, ha un significato preciso se il destinatario ? un padre ). Fu dunque immediatamente fatto tutto il necessario, chiamato un veterinario e, valutato lo stato di salute del piccolo malcapitato, immediatamente rifocillato. Quel ?piccolo? rest? con la mia famiglia per molti anni, quasi dodici, sino a che un tumore lo port? con s?, tra mille sofferenze che mai, sottolineo mai, vennero fatte a noi ?pesare? se non capite per il tramite di leggeri guaiti e occhi che parlavano ai nostri, come i suoi impotenti e pieni di lacrime. Gi?, cos? andarono le cose con il ?nostro? Luky?. Scriverei ancora molto ma non basterebbe mai a far capire quanto da lui ho imparato: cosa significa voler incondizionatamente bene senza chiedere ne aspettarsi nulla in cambio. Ciao, Luky.

Altre opere di questo autore