Ultimo giorno d'estate (2 parte)

Mi trovai davanti ad un uomo sconosciuto, un' uomo senza scrupolo, calcolatore, ti pensai anche infame, ebbi ancora per molti giorni poco appetito e coniati di vomito, questo mi succede ogni qualvolta che sono colpita da un dolore, l'umiliazione che mi avevi afflitto, la tua indifferenza dopo avermi avuta e la velocità con cui mi portasti di nuovo nella mia città.
Lungo il tragitto non uscì dalle mie labbra un lieve suono mentre ingoiavo lacrime silenziose e salate, cercasti di prendere la mia mano, la ritrassi subito, dalla tua bocca usciva un sorriso impertinente come da chi pensa ho portato pazienza per anni ma " stavolta ti ho fregato" non sopportavo quella espressione del tuo volto vincitore. Era crollato il grande tempio che ti avevo costruito nel mio mondo, nel mio modo di vedere, non una sola parola di scuse da parte tua, dopo tutto perché dovevi chiedere scusa? Era quello che volevi. Un altro trofeo da aggiungere nella valigia che ti avrebbe accompagnato in quella America ,in  quella terra dove tutti fuggivano , e tu ti rifugiavi, mi dicesti che prima di partire mi avresti salutato, tanto eri di passaggio dove vivo, per andare all' Aeroporto, in quel momento provavo disgusto solo al pensiero che mi avresti sfiorato per un semplice saluto, nei giorni successivi invece ci sperai perché pensavo che mi avresti chiesto scusa.
Seguirono i giorni e tutto mi sembrò inutile, senza scopo c'era molto da fare, ravamo già in pieni preparativi per  il convegno, tu eri fondamentale, mi eri sempre vicino, persona educata e colta, la nostra educazione che mettevamo sempre in pratica per questi eventi ci dava successo, ma non era questo che volevamo, era bello organizzare insieme, ci divertivamo un mondo.
Trascorsero i mesi, settembre, ottobre, anche novembre, non vidi né il tuo volto né udì la tua voce.
Un giorno dovetti farmi coraggio ci occorrevano dei documenti che avevi tu e che non avevi mai riconsegnati e questo mandò sulle furie tutto il comitato,partisti senza salutare nessun. Cercai il tuo cognome per trovare un tuo parente , magari li avevi lasciati a lui.
 Fui fortunata, avevo il cuore in gola, mi rispose tuo padre, dopo avergli spiegato il motivo della telefonata e senza che io chiedessi di te, si mise a piangere, mi parlò della sua sofferenza per la tua partenza, del dolore che le avevi procurato vendendo la casa, perchè era un ricordo di tua madre.
Ascoltai in religioso silenzio quel dolore, ad un certo momento alzò la voce del pianto e disse;
 - non lo rivedrò mai più mio figlio, io sono troppo vecchio e lui troppo lontano, non sapevo nulla di questa sua decisione di andarsene, solo pochi mesi fa perché dovevo firmare per la vendita. -
Cercai di rassicurarlo che saresti tornato presto,
-si mi rispose non appena sono pronti i documenti per il secondo divorzio-
Un altro colpo di sciabola allo stomaco, tra me pensai; come il secondo? Sapevo che eri stato sposato solo una volta altre compagne ma non due matrimoni. Dio mio, ma a chi avevo dato e riposto la mia fiducia, io le raccontavo tutto ma, tu no, ti prendevi gioco di me, di noi amici, tuo padre gentilmente mi diete il numero di tuo fratello, che mai chiamai.
Abitavamo a solo 10 minuti di macchina, ma ti avevo conosciuto in un forum e questo ci rese felici sapere che eravamo così vicini. Da li a pochi giorni c'incontrammo per una conferenza nella mia città fu l'inizio di una lunga bella amicizia e collaborazione spesso sia ndava a Roma magari solo per una cena con altri amici  poeti. 

Pian piano si avvicinò il giorno del grande evento l'impegno che mi si era raddoppiato perché tu non eri più con noi, ma, mi allontanò un po' dal pensarti.

Da qualche mese ogni tanto sulla posta elettronica trovo dei bellissimi  pensieri e poesie, cartoline, foto un bel file con le musiche del Rondò Veneziano.
A volte mi sembra di vederti fermo con la macchina, come mi stessi aspettando.
Ma cosa vado a pensare? Più desidero allontanare il tuo pensiero e più le ferite che mi hai procurato mi portano a te.
Ricordo l' ultima cena che abbiamo consumato sullo stesso tavolo e seduti vicini come sempre tu volevi
fu in ristorante sul mare, le onde attraversavano le sue colonne e mentre si aspettava il resto della comitiva, il tramonto incantò l'aria come fosse una magia, il mare si tinse di rosa madreperla.
Il volo dei gabbiani, insieme alle note del vespro e il rumore lieve delle onde incipriò quelle ore di desiderio e sensualità. A tavola mi prendesti la mano, lasciando, un lieve bacio, mentre la tua mano destra era così impegnata, spedire sms alla tua amica sud americana dagli occhi verdi, ti dicevo che era molto bella, anche se in certe foto senza trucco era un pochino "sgualcita"
Anche su di lei quante bugie hai raccontate... poverina a volte penso, che cesto di lumache porterà in testa con te!
Qui a questa ora tornano i rimorsi-ricordi, sei stato sleale con tutti...arriva il Natale, un numero strano senza firma un sms, non ti ho dimenticata,TI AMO ANCORA... buon Natale piccola. Eri tu...

E' una grigia mattina come quel giorno, ultimo scampolo dell'estate di un' anno qualsiasi, come me, figlia di un giorno qualsiasi, ma io sono io, senza doppi nikname, seduta sulle dune e penso alla mia sofferenza silenziosa.
Spesso mi soffermo  ai miei pensieri al mio rimproverarmi, al rimproverare, ma, se il Creatore della nostra vita chi ha dato una mente, un'anima da gestire, non possiamo rimproverare nessuno se non noi stessi

Ma perché il diavolo mi ha dato questa misera occasione, tingendo di vergogna la mia lauda.
Cammino sulla terra ancora calda di Sole, l'ombra delle cornacchie che tornano nei campi di partenza mi fanno capire che è ora di tornare a casa.
Scende una lieve brezza sulla mia pelle, in questa ora crepuscoliana, che odora di rimorsi, di delusioni sottili come questi fili di erba che respirano il mio passo stanco e il mio sospirare.
Sulla duna ancora ad ammirare come ogni giorno si rinnova il fascino del suicidio del sole ,
nascondo il volto tra le mani,come per raccogliere le lacrime che scendono silenziose, chiedo perdono per me, vorrei seppellire questo ricordo sotto l'onda che affonda le tenere conchiglie.
Ballo tra le onde con il pensiero, che voglio dare alla risacca...
ricordi? Spesso mi chiamavi e mi dicevi;
Tesoro; ascolta la vita, il canto del nostro mare...un attimo di silenzio e poi come sempre "
-Amore che fai?-

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