Se mai

    Se mai...
Se mai un giorno il tempo decidesse di dipingere la mia vita, in un quadro o in una cartolina, la vorrei con sfondi più suggestivi, con albe più leggere per la mia bisaccia, così, potrei precipitare dalla felicità e distesa sotto la coltre pesante delle ormai tante primavere, cadere su un una pezza di prato, dove vivono i ginepri dei miei verdi ricordi, come i monti che circondano quel angolo di paradiso, solo per pochi, solo per chi porto nel mio cuore, come quei monti e quelle colline che si tengono per mano come un allegro girotondo, profumano di  amori trascorsi e trascinati via, da torrenti vulcanici, forse, non so... se le cartoline avranno la stessa passione dei tramonti incendiati o delle aurore sfumate di tenui colori, come i golfini che sferruzzava mia madre o la tenerezza dei giochi inventati  da mio padre con le mani sulle  vecchie pareti ... dipingere murales.


Ricordo, non vorrei mai, ma, è vita è storia che scrive leggenda, appartata in angoli diversi, lontani da loro chilometri, quello più a nord, ha respirato il mio primo pianto, il mio sorriso, la mia prima parola, dove ho visto sorgere il sole dietro l'immenso castagneto e riflettersi poi ,argentato nelle infinite sorgenti per poi continuare la il cammino in questa pianura dove si respira poco lontano l'anima del mare e ogni sera poter rimirare i suoi tramonti...


Ma, quanti quadri, quante cartoline sono in bianco e nero?
Senza colori, ma con tante forme e sfumature da ricordare o dimenticare.
Come dipingerebbe il pittore del tempo tutto questo?
Cartoline scritte da profonde emozioni, di fughe sognate, verso povere chimere per poi impigliarsi nella rete del niente, forse  dipingerebbe questo, in stile marmoreo (non amo questo stile)io  le spedirei negli abissi più neri, dove ogni cosa indesiderata o desiderata, ma, che ha dato dolore, bruci nelle fiamme arroventate nel vento  dell'Africa  e poi allontani le ceneri in nessun luogo.

In questo dondolo che fu di mio padre, giudico, giudico la mia vita, ma è giusto farlo? Bella o brutta, felice o disperata è sempre la mia vita.
Si, vorrei, cancellare  una cartolina pietosa lunga cinque anni, trascorsi non so come, per chi, né dove, per quale angolo della terra che non mi fu mai stato amico, mai mi strinse tra le sue braccia, per non dirmi era tutto errato, perché non  capire che avevo sacrificato ogni attimo della mia vita, per chi? Oh! Si  lo so,per le persone che erano nel mio cuore sempre, anche nei momenti di depressione più nera, ho sempre cercato da sola di ritrovare la mia tranquillità,il mio equilibrio, anni trascorsi come una polvere sul fiume in piena
Cosa resta di tutti questi lunghissimi anni, senza  una spalla da poggiare il capo stanco di dolore, di ferite mai rimarginate, come quella polvere trascinata e accantonata finita la corsa,
chi questo era il sommo padrone di tutto questo?.

Con il tempo poco ricordo, se non il volo di una rondine ferita e calpestata, gettata nella trappola, di questo nuovo mondo che offre luci e nomi inesistenti.
Quando trovai la forza di uscirne, cercai di sollevarmi dalle brutte cadute,cercai di ricomporre le mie ali, l'amarezza aprì nuovi orizzonti, nuove aurore, di cartoline e quadri con nuove aurore e incendiati tramonti.
In placide acque tornai a vivere almeno questo credevo, forse la mia sete di vivere mi ha portata lontana e scrivere di treni che partono, di aerei che vanno ovunque e di navi che solcano mari anche in tempesta...
Scriverò ancora cartoline niente resterà in sospeso.
Domani  quando aprirò di nuovo i miei occhi, le rondini caleranno  di nuovo nelle mie pupille e si aprirà un nuovo passo di danza con il tempo futuro

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