La mia vita strappata

Se tolgo la terra sotto i miei piedi
come potrei appoggiare il mio passo
"direzione qualsiasi meta" forse avrei la forza
per seminare l'eternità, nelle buche che sembrano tane?

Ma, come potrei aprire l'ombrello
per ripararmi dal sole se questo è di colore nero.
Forse, non so, potrei cercare un vecchio lenzuolo bianco
tagliarlo e cucire le pezze o intrecciare paglia
e farne un cappello, per ripararmi dai suoi raggi.

Oggi, il cielo è azzurro,
solo qualche nuvola all'orizzonte
è estate, poco contano anche se
intrise di pianto...
(la pioggia estiva non bagna).

Il sapore di questa pioggia
potrebbe nutrire il seme "per sempre"
non servirebbero gli ombrelli,
solo guanti bianchi per non confondere
e sporcare il domani.

E se torno a riempire le tane? Che,

in apparenza hanno più somiglianza alle buche
e a camminare scalza?
Con le pezze del vecchio lenzuolo
potrei cucire la parola "Amore"per i partigiani
che difendono e uccidono gli stessi valori. 
          
cosa, che io non potrò mai sapere se
mi sveglierò insieme al nuovo mattino
se rivedrò le rondini sul mio balcone rallegrarmi,
mentre fiere delle loro bellezza tessono l'aria
che confina con la mia casa e ancora tornare
        
alla mia vita strappata e di nuovo
ridere e piangere, piangere e ridere,
ma, tutto questo è normalità per la mia vita
e per questa mia poesia

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