Ti protegger? dal vento

Accidenti, non capisco perch? non chiude mai la portafinestra, forse non vuole farmi sentire tanto puzzo di fumo, sono un p? di notti che battono queste benedette finestre, gi? dormo molto poco e i rumori notturni mi svegliano senza che poi riesca a riaddormentarmi. - Ombretta, sei sicura che siano le finestre e non magari qualche fantasma che vuole venire a trovarti?- - Smettila Giulia non dirmi cos? tu sai quanto ho paura parlare di queste cose. -Dai Ombretta scherzo lo sai- - S? lo so, ma ho sempre paura. Forse ? meglio cambiare discorso, ti preparo un buon te alla rosa canina ti va? - Grazie, lo sai che ? il mio preferito- - Ombra, ti ho mai fatto vedere la bambola che mi ha regalata mio marito a Natale, ? bellissima, da collezione- - No non mi sembra di averla vista, e non voglio neanche vederla sai che mi fanno impressione gli occhi delle bambole.- La giornata trascorre tra le pulizie della casa, da alcuni mesi non abitata durante i lunghi mesi invernali, poi a sera cena con gli amici di sempre. Sorrisi, abbracci, racconti attuali e ricordi movimentano la serata. Ore 0,56 tutti intorno al camino scoppiettante di caldarroste,Ombretta sente una voce chiamarla, una voce flebile, sembra venire da lontano. Nessun altro l?ha sentita e la mente di Ombretta comincia a rincorrere i suoni delle notti precedenti. Pi? tardi, forse per stanchezza o per la sicurezza di essere tra le braccia del marito, si addormenta. Secondo giorno in relax d'avanti al camino con un buon libro di Paulo Coehlo suo preferito, per affrontare la serata a casa di Marianna e altra nottata. Arriva la sera aria dolce inizio primavera s'incamminano tra le strette vie del paese per raggiungere la casa degli amici, che sbadata. Debbo tornare indietro ho dimenticato la finestra aperta - Dai Ombretta vengo a farti compagnia,- - Grazie Luisella, sei davvero cara, ei, voi maschietti andate o ci aspettate sotto l'arco grande della piazzetta? -Fate presto vi aspettiamo, per? vi raccomandiamo di non fermarvi a fare chiacchiere - No tranquilli torniamo in un lampo. - Sai Ombretta ? molto bella la tua casa, sa di fascino antico di qualcosa di misterioso, sono d'avvero affascinata quando entro qui, molto bella questa coperta di cotone lavorata ad uncinetto, sai Ombretta la tua casa sembra abitata sempre ? calda da l'impressione della presenza di qualcuno - - S?, ? di una mia antenata ed ? rimasta sempre in questa casa. Un giorno apriamo i bauli che sono in soffitta, ci sono anche giochi delle bambine, bambini, che hanno vissuto qui - S? molto volentieri,- rispose Luisella. - Chiusa la finestra possiamo andare, anzi no aspetta voglio spostare l'ora nella sveglia, che ? rimasta ferma, ? ferma alle 0,56, ok, fatto ora andiamo. - Visto che brave, siamo state velocissime, s? vero? - Mio Dio! come trascorrono veloci le ore quando si sta bene con le persone che ami, ma ora andiamo anticipa Ombretta ? davvero mattino tra poco. Un ultimo saluto e tutti a casa tra le fresche lenzuola di lino. Lo sguardo di Ombretta si ferma sulla sveglia, ancora ferma alle ore 0,56. - Non ? possibile eppure mi sembrava di averla spostata. Ma s? ne sono certa. Turbata scende dal letto e si avvia alla soffitta. -Ok ti aspetto ? le dice il marito. In soffitta c?? una grande libreria a muro con una vasta biblioteca impolverata, un volume attira l'attenzione di Ombretta. Lo sfila, ? scritto a mano, ed ? caldo, come fosse stato tra le mani di qualcuno, e poi non ? impolverato, ma ? consumato pi? degli altri. La paura, la curiosit? la spinge ad aprirlo, ed ecco ancora quella esile lontana voce sembra entrare nelle sue orecchie. Ombretta si siede sopra al vecchio baule rosa dipinto a mano. E? un libro di favole per bambini. La dedica ?A Ombretta, mia adorata figlia? Veloce gira le pagine, nell'ultima il suo sguardo si gela tremante, davanti a lei una grande bambola con un bavaglino ricamato col suo nome, Ombretta! - Marco ti prego sali subito. - Urla al marito - Amore cosa c'??- - Marco ti prego leggi, allora la sentivo veramente quella voce anche poco fa l'ho sentita, solo non riuscivo mai a capire le ultime parole, ecco ? qui la verit?. ?Odio il vento che mi strapp? un candito fiore ,quale fu la sua voce, il suo incantesimo, e quelle maledette che mani la gettarono dalla finestra una notte alle ore 0,56. A mia figlia Ombretta, che ? andata per sempre nel mondo dove non esiste n? male n? dolore.? ?A te Ombretta che porti l'amato nome di mia figlia. Verr? un giorno che il suo richiamo ti porter? qui, perch? questa casa ? il tuo destino.? Improvvisamente sembra percepire, capire, si stringe le tempie, si ecco le ultime parole, ?Ombretta vivo in te da sempre, ? arrivata l'ora vieni nella tua casa,non aver paura, non scricchioleranno pi? le persiane l'orologio riprender? a camminare. Ombretta ti protegger? dal vento. Sempre.?

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