Bambini senza cielo

Sospinta dalla folla non vedo, nessun volto che sorride, se non volti stanchi stremati. ? la realt? di ogni giorno e di ogni grande citt?, spettacolo malinconico che il poeta osserva miniziusamente tutte le sfumature. Gente affaticata, silenziosa, anacrotica, in questa epoca dalle pi? folli ambizioni che vuole tutto, troppo e subito.Si salgono scale e scale mobili di corsa linea A Crollo sul divano ? l'eco delle campane che si distende nell'aria come un ala ? l'ora vespertina e penso che, domani sar? di nuovo a Roma e a casa. Giorni di pioggia a Milano, oggi finalmente tregua osservo i bambini e li vedo "bambini senza cielo" strade soffocate dal cemento, poco verde e avvolte nei lunghi fiumi di fumo grigi delle ciminiere, citt? dove non scorgi l'orrizzonte negandoti la gioia della natura, la meraviglia dei campi che assumono ad ogni stagione e l'incanto di vedere il cielo azzurro e il firmamento. Soffro per i bambini schiavi delle scarpe e per non aver potuto assaporare una corsa a piedi nudi per i campi, nel selciato, non aver mai sentito il rumore degli zoccoli di un asinello nella strada mulattiera o sentire il canto del gallo quando sorge il sole. Il passato resta in oblio, ma, in noi adulti e con il capo gi? innevato, rimangono costuditi nel profondo dell'anima suoni e profumi che, ritornano alla mente improvvisi. Credo che nessun bambino, come anche i miei figli non abbiano mai conosciuto l'usignolo il suo rapido volo ne, conoscono il vero canto, se non da qualche disegno di scuola. Anni sessanta, piccoli paesi di montagna, campagne o citta dove ? precario e scarso il lavoro si spopolano di giovani e giovani famiglie, emigrano nelle grandi citt? alla ricerca di un lavoro nell' industrie, si cerca il moderno e tutte le nuove tecnologie anche se nel cuore resta la sofferenza per ci? che si ? lasciato e per il distacco dalla madre terra. Cosa rimane in questi luoghi fantasma se non i ricordi e i vecchi appisolati sul bastone in attesa di notizie e con il dolore di chi rimane e la loro solitudine, pensando a quei passi che riempivano la loro vita, racchiusi tra muri di cemento. Roma-Milano-Roma -1985

Altre opere di questo autore