Dieci Giorni Per Nicoletta

- Vedrai ti troverai bene, sono tutti molto simpatici e diversi, li conosci poi non sei la sola nuova, c'? anche un amico di Francesco ? una persona molto garbata, gentile, insomma ha l'animo di un vero poeta. Dai vieni Nicoletta potrai rilassarti, credimi, ? un angolo di paradiso c?? tutto, mare, monti e la natura ? ancora incontaminata e la nostra baita ? molto accogliente situata in un posto meraviglioso. Tu con quell'animo cos? sensibile t'incanterai guardando i tramonti e l'aurore, mia cara amica ? quello che ci vuole ora per te dopo tanto dolore, che non meriti e nessuno merita la tua sofferenza. Nicoletta hai ancora due ore di tempo se vuoi, puoi farcela benissimo! ? - Ti ringrazio Rosita ma non me la sento per questa volta di conoscere gente nuova non sono nell'umore giusto, non sarei di buona compagnia per nessuno grazie Rosita, sei davvero un amica speciale a malincuore ma devo andare... - - - Nicoletta pensaci! - Un abbraccio e Rosita si allontana. Il vento si porta le sue ultime parole. Il nuovo amico si chiama Edward. Nel breve tragitto di strada che la porta a casa, come un uragano un rullo di ricordi e di dolore che stringono le tempie, e pungono il petto. Nel viaggio prendo posto accanto ad Edward nei sedili posteriori, davanti Rosita e Francesco. E? bello conversare con loro, Edward ? pi? giovane di me di pochi anni ? davvero una persona molto gentile, la sua voce mi rincuora prendendomi spesso la mano e rassicurandomi che ritrover? presto la serenit? e la gioia di vivere. Tra un discorso e l?altro l?auto lascia la provinciale imboccando una strada di campagna tra i campi di granoturco quasi maturo. La terra odora d'autunno ormai. Il nostro chiacchierare ha macinato le ore senza accorgersi del viaggio iniziamo la salita che ci porter? sopra al monte e alla baita. Tra gli spazzi degli alberi s'intravede il mare, le siepi sono piene di bacche di rosacanina, aveva ragione Rosita che era un paradiso. Le poche foglie rimaste sfiorano il nostro vociare. Si giunge a destinazione sono, siamo, senza parole per la bellezza del posto. Offro a Rosita il mio aiuto per la preparazione della cena, dopo avere rifiutato l?invito ad uscire per visitare il bosco e ammirare il tramonto. Edward si offre di ancora accompagnarmi. Non ho il coraggio di rifiutare di nuovo, anche se desideravo restare un po? con la mia malinconia. Usciamo e ci inoltriamo nel bosco per poi andare verso il costone a picco sul mare, c'? un incanto misterioso, molti alberi sono quasi spogli per la tempesta di vento e pioggia dei giorni precedenti e sotto il mare di foglie qualche fiorellino timidamente ci regala la sua bellezza. Edward mi chiede di dargli la mano per andare a sederci sugli scogli. Guardare l'orizzonte ? magia nei nostri occhi in quei minuti in quell'ora. La bellezza di Edward si rivela attraverso le sue dita e si, trasformarla in parole, mentre dietro le nostre spalle il tramonto si accoccola discreto tra i monti. La voce di Rosita c'invita di tornare, la cena ? quasi pronta. Restiamo ancora qualche minuto per vedere l'ultimo respiro del sole che si tuffa nel suo letto azzurro. Il crepuscolo tra i monti e il mare ? un di un incanto che offre smarrimento. E? l'infinito di uno spettacolo eterno. Trascorrono i giorni in allegria, anche se il mio pensiero va molto lontano. Le mie giornate sono sempre in compagna di Edward, spesso incontro il suo sguardo e provo imbarazzo. A volte mi prende la mano per paura che io possa cadere, ? molto premuroso e con lui mi sento al sicuro. Per ore ci raccontiamo ,per ore la nostra vita al mare, aspettando il finire del giorno che muore mentre il mare si veste di smeraldo sotto l'ultima luce del tramonto. Edward, girando lo sguardo, descrive e abbraccia luci,ombre, colori e suoni della natura, ogni sua parola ? musica e raccolgo nel cuore ogni attimo in questa felicit? quasi perfetta. Torniamo a casa, Francesco ? al piano di sopra, il calore del focolare ci avvolge e ci sediamo nel divano in attesa del ritorno di Rosita. Penso fra me: - E? davvero bello qui. ? Preparo la cena con Edward e ravviviamo il camino. Consumiamo il pasto serale insieme agli altri, tra un racconto e una risata. Terminata la cena e dopo avere riordinato la casa, prendiamo posto tutti intorno al camino scoppiettante. Le sue mille scintille ci scaldano il cuore. Sono abbracciata a Rosita, ci lega una bella amicizia da sempre. E l?ultimo giorno di vacanza e si ? fatto molto tardi, le tre del mattino e ci diamo tutti la buonanotte per quel che ne ? rimasta. Non ho pi? sonno forse ? rimasto sugli scogli per vedere ancora l'ultima lotta del sole con la notte e che ci regala tutta la sua luce ogni mattina, cerco di leggere, non riesco. In me nuove emozioni, che credevo perdute. Mi avvicino alla finestra il mio sguardo oltrepassa gli alberi, posandosi sul mare che sembra rabbuiarsi all'improvviso, ? il primo della prossima stagione invernale. Sono immersa nei miei pensieri, dietro i vetri una folata di vento mi fa rabbrividire, qualcuno appoggia sulle mie spalle un pullover, provo spavento, ? Edward. Anche lui non ha sonno, mi ha spaventata non avendolo sentito arrivare, il suo braccio mi cinge la vita ed insieme guardiamo il mare che trascina ondulando i riflessi della notte e i nostri pensieri, diffondendoli nel mare inquieto. Offro ad Edward l'idea di una calda tisana, acconsente e la prepara lui. Il nostro ? un sussurrare per non rompere il silenzio che ci circonda. La voce pacata di Edward, mi mette tranquillit?, sempre pi? spesso i nostri sguardi s'incontrano, prove belle emozioni, il cui solo pensiero mi fa arrossire. Edward percepisce l?intensit? che diviamo in quel momento e prende le mie mani portandosele alle labbra per poi accarezzandomi il viso, c'? emozione nei nostri volti e nella voce, ci stiamo regalando attimi di intensa felicit?. Il vento come noi non ha sonno e si aggira nei boschi tra la natura addormentata e, fuori la finestra, fa danzare dolcemente le poche foglie rimaste, mi sorprende di nuovo un lungo brivido e mi cingo con le braccia sotto il pullover rosso. Silente si affaccia l'alba sfilacciata da foschie a portarci il foglio del ritorno. E? il decimo giorno, l'ultimo in questo posto dove ho riconquistata un po? di tranquillit?. Si! Rimpianger? questa meravigliosa compagnia dei tramonti e soprattutto Edward, anche se ci siamo promessi di rivederci molto presto. Luna, da un luogo di vento e tramonti. Fiorella

Altre opere di questo autore