No Giò non sono affatto esaurita, altrimenti ti avrei spaccato la faccia

Pubblicata su Athena Millennium il 10/06/2006

- Ciao, cosa fai nel pomeriggio? -
- Non so, Giovanna... le solite cose:  Perché me lo chiedi ?
- Senti ... senti  ... ho bisogno di parlare un po' con te. Ti  va  di   andare al mare in un posto dove non c'è molta folla e di restare fino al tramonto?- 
Fino al tramonto? Non so se potrò anche se adoro quell' ora. 
Fammi  pensare ok, cerco di organizzare la cena in anticipo.
- Grazie, sei  un' amica -
-Ma  dai... per te ci sono sempre, se posso.
- 15,30, sotto casa tua, ok? -
-Ok...-
- Carla dove andiamo?-
-C'è un posto bellissimo potremmo lasciare la macchina tra le ginestre fiorite e la Capannina...è vicino, non c'è molta strada da fare -
-Ma lo conosci questo posto?-
- Si,è il mio preferito.
Sai cosa facciamo? Non passiamo per la strada provinciale attraversiamo la campagna, da li c'è un bellissimo panorama:
i Castelli e una vista a dir poco incantata di scorci di mare che si intravedono tra i fitti rami dei pini e delle magnolie ...  ehi ... mi raccomando:non correre.-
Sfilano le siepi e i campi profumati.
E' estate matura, come i grappoli appesi nei filari e come i miei anni, anche se questa maturità, mi porta ora più che mai a profonde riflessioni da non sottovalutare, ripercorro gli sbagli, i sacrifici e tutto quello che insidia la vita di una persona come me, che non sa mai dire di no .
Pensavo ai miei anni pieni di tante primavere e che ancora mi regalano tante  emozioni, come quando osservo l' aurora e il tramonto:  sono così  belli  che  non riesco quasi mai a descriverli .
Mi emoziono guardando un passero infreddolito, un fiore solitario   pensando  alla sua vita dura nell'asfalto, accanto al marciapiedi, oppure al racconto di un' amica, di un amico, verso lacrime e sorrisi per  loro, per  le  persone che amo o  per  le  quali provo molto affetto. 
Sovente, sottraggo tempo prezioso a me e alla mia famiglia per un' amicizia bisognosa d'affetto, ma  spesso mi ritrovo schiaffeggiata da questa;  anche  quel   giorno non avevo capito,come al solito, che era solo per interesse o  per  occasionale  necessità.
In casa mi ripetono: 
- Stai attenta, non fidarti sempre di tutti, poi soffri...- 
ma io sorda, vado avanti e mi fido sempre degli altri. 
Accidenti se è vero, ma ho avuto anche la magra consolazione , a  volte, di  ricevere  delle scuse, non so odiare o portare rancore ma nulla  sarà più come prima quando si perde la fiducia. 
...
 La macchina sfreccia come dovesse fare una gara di rally  campestre.
-Per favore, Giovanna, vai piano! Non conosci la strada... -
-Uffaaaaaaaaaaaaaa!  Carla TU sei troppo, ma veramente troppo stressata -
- Non  lo  sono, invece. Sto solo dicendo che  corri troppo.- 
Non replico più , tanto ha sempre ragione lei, poi non che oggi abbia molta voglia di discussioni di nessun tipo,figuriamoci se poi sono sterili come questa.  La mia amica continua a correre, come se  niente fosse
- Ma non vedi? Guarda  la  mia  velocità  di  crociera, vado pianissimo, sei tu che mi sembri una piovra per quanto stringi la maniglia. 
Per me sei veramente esaurita - 
E conclude la frase con un mezzo risolino, anch' esso privo di senso, come tutto del resto. 
A volte è proprio indisponente il suo modo di parlare, cerco di essere paziente con lei, capisco quel poco che mi ha detto di sua spontanea volontà, non amo fare molte domande...
-Gio ... insomma, vai piano o no? Non riesco neanche a dirti per tempo dove devi girare! -
- E no! Tu devi avvisarmi prima -
- Ma se corri, come faccio? -
-Te lo sto dicendo che sei stressata - 
questa volta il tono è metà  ironico e metà canzonatorio. Quasi sottilmente crudele ...  Non  capisco.
- NO! NO! Sto benissimo - protesto-  non preoccuparti per me, ormai andiamo più avanti magari sugli scogli alla zona Turcotto,  sperando di trovare posto nel parcheggio. Guarda! Che fortuna ... è un miracolo! Qui non si trova mai ... Gio  fermati c'è un posto. -
- E no,tu devi, devi,devi, devi, devi...-
questo verbo   viene  ripetuto all'infinito,  mi  rimbomba    nelle  orecchie,  mi  martella  la  testa... Quasi urlando: 
- FERMATI qui ti ho detto, per favore! -
No, non si ferma, non accetta consigli, va ancora più avanti.
Finalmente toglie quel benedetto piede dall'acceleratore.
Scendo dalla macchina contrariata dal suo modo di fare e penso
che se a volte fossi un pochino più egoista forse migliorerei la mia vita.  

Io  ho avuto un dono prezioso: l' insegnamento dei miei amati vecchi, 
sagge persone, fortunato chi ha avuto di questi genitori.  Sono stata una privilegiata,tutto sommato.
Scendiamo sulla spiaggia, ci fermiamo sugli scogli: è bellissimo
vedere il mare frangersi con deboli "splasch" e guardare i teneri granchi nelle piccole pozzanghere tra uno scoglio e l' altro, rami di cozze, e qualche cannolicchio ... caspita!  c' è da leccarsi le dita pensando ad una pietanza con questi frutti di mare! 
Ma più li guardo e più mi sento infelice al solo pensarli dentro un tegame ...no, non voglio pensarli così... 
Per contrasto o forse no ...  seguendo un  ideale  filo dei miei pensieri... dal vicino ristorante, il ponentino porta profumi dalla cucina:  sapori e profumi del mio tanto amato Mare Tirreno. Che delizia, che meraviglia!

La mia amica mi racconta qualcosa d' intimo; l'ascolto, mi chiede consiglio, rispondo con  un  consiglio ma no, no ... cacchio, non è possibile, non riesco a  starle dietro.  
- Che sta  dicendo? - 
Non la seguo ... se dico cuori lei mi risponde picche...oh  mio Dio, che tormento questo pomeriggio con lei ! Già che  stress! 
 Restiamo circa tre ore tra una telefonata e l' altra e le confidenze che  vuole rivelarmi.
- Gio, sono contenta di aver accettato il tuo invito (anche se  la sua impertinenza mi aveva fatto tornare le palpitazioni).
...tra poco cala il sole e il mare a quest' ora è bellissimo ... sai , prende il colore rosa madreperla.-
 Mi guarda senza emozione, no, nei suoi occhi non c'è nessuna scritto che io possa leggere per capire cosa le passa per la testa. 
Inizia lentamente la morte temporanea del sole, sento sfiorarmi l'anima dall'emozione, mentre 
tutt' intorno si sentono esclamazioni di ammirazione e macchine fotografiche impazzite per immortalare questo magico momento: una vela sembra dipingersi nel grande disco infuocato
-Carla, dai,  andiamo a casa-
- Cosa?... - non mi lascia finire di parlare. -
- Andiamo via-
-Ma come ... non aspettiamo la fine del tramonto ? -
-No, si è fatto tardi-
- Ma non è affatto tardi, poi mi sono organizzata per la cena, non ricordi? Possiamo restare fino quando cala il sole  e...-
- No, non mi va di vedere il tramonto lo vedo tutte le sere -
- Gio, se torno a casa ora non trovo nessuno e resto sola con questo caldo, ti prego restiamo.
- No, dai ... andiamo- ripete  caparbiamente -
Non replico, faccio finta di non ascoltarla e resto ferma per guardare il sole fino alla penetrazione delle acque color madreperla.  
Ero stufa della sua variabilità di pensiero e di azioni, spento  il sole inizia il fascino e, per me, il  mistero dell'alta marea che leviga i miei piedi. 
Senza aggiungere parola torno nella vettura arroventata.
Gio seguita con la sua parlata indisponente: 
-Tu devi andare dal dottore, devi farti curare, sei esaurita, non capisco perché ti sei impuntata a restare fino all'ultimo.- 
L'indignazione bolliva nelle mie vene, cerco di restare calma.
Ancora la sua voce, le sue parole a raffica 
- tu devi...devi...devi... devi...devi -
- Basta Giovanna, basta, con questo devi! -
Non esce più dalle mie labbra il nomignolo con il quale amavo chiamarla, tanto mi aveva indispettito il suo modo di fare.
Avrei voluto vederla partire e di sicuro sarei stata più felice se fossi tornata con il treno, magari anche a piedi pur di non sentirla più.
Ero esausta.  Con un tono di voce da rimprovero:

- GIOVANNA ASCOLTAMI !Ascoltami per favore una volta per tutte. 
Forse sarò anch'io insofferente oggi, ho tirato fuori tutta la buona volontà per assecondarti, 
ma DEVI capire che non  sono affatto esaurita:  altrimenti ti avrei già spaccato la faccia! -

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