Dove sono i tuoi occhi?

Dove, dove sono i tuoi occhi? mostrameli? ti dir? se sei felice. La solitudine del Pacifico, fresca come polvere di ghiaccio, che si respira calma nel bocchino di un pipa di granoturco, entro il debole fasciame di una canoa; le montagne spigolose, le cascate danzanti che affiorano azzurramente dalle acque del Milford Sound, invece di precipitare naturalmente; spiagge ingioiellate di giada alle porte del fiordo, come nembi pubblici? se io vedr? questo nei tuoi occhi, una lacrima sull?altra del tuo pianto vicino e invisibile, forger?, incider? un esoterico tiki maori, come amuleto contro questa tua tristezza, assurda. Se invece nei tuoi occhi si rifletteranno i tramonti che abbracciano il Crater Lake con sciarpe e lane di nuvole rosse, e soffiano di ombre l?Isola dello Stregone, e ammainano le vele della Nave fantasma: quei tramonti che erano calderoni negli antichi poteri magici dei Klanath; se nei tuoi occhi vedr? la violetta dell?Etna, che risorge dal pietrisco incandescente? io ti far? un ritratto e su una tela bianca segner? un semplice cerchio nero: stigma della perfezione dell?essere, una sola, di fronte al mondo deforme e mutevole.

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