Destino mio

Mi ha reso
profugo e fuggiasco
tra impenetrabili
incomprese solitudini
rassegnato a viaggiare
con un carico gravoso
di fardelli e povertà.
Mi ha vestito
di abiti increspati
presi a prestito
da una luna
spoglia di pensieri
i più profondi.
Porto con me
un libro consumato
da incompiute verità
sull'esistenza umana.
Cammino con scarpe
dalle suole usurate.
Nella mano un'ampolla
colma di gocce
dal pianto versate
per le ingiustizie subite.
Drappi di patchwork
mi proteggono dal firmamento
delle stagioni dell'oblio.
Nella tasca
un pettine consunto
da dolcezze ingarbugliate
smarrite tra le chiome
del mio essere fanciullo
e un biglietto senza ritorno
che giammai verrà usato.
Nell'anima
conservo un grido mortale
per liberarmi di un cuore
temprato dal trascorrere
degli anni.
Non sento più mio
il mondo che mi circonda.
Nel petto
il desiderio di vedere
luoghi già tracciati
prima che il destino
li cancelli agli occhi
di chi mi ha illuso.

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