Rinchiusi nell'attesa

Appare improvviso
il desio di ripescare
quel senso perduto
nel ripostiglio
di umani sentimenti.

S’avverte nell’anima
un tremolio
che il moderno disagio
vorace imprigiona
senza pentimenti.

S’ode dal cuore
l’innocente voce:
con tenero tono
chiama il lamento
che udir non si vuole.

Gli occhi del mondo
divengono specchio
d’un quotidiano soffrire
ove la scena ci abbaglia
d’illusioni e parole.

Proferisce
lemmi adamantini
una coscienza
posta nel groviglio
di pensieri inespressi.

Effimero è rimandare
il rovescio del non vedere
un frammentarsi quotidiano
che dilaga l’esistenza
di valori repressi.

Con indomabile forza
la vita esige amore
e rispetto sovrano…
mentre s’attende
il ripristino
di seppelliti affetti
in silenzio,
tutti, moriamo.

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