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Il nudo nell'arte
La raffigurazione della nudità nell'arte, ad esempio nel Medioevo, veniva considerata blasfema. Più recentemente, nelle culture in cui la nudità era accettata, non c'era problema per i nudi in pittura e scultura, mentre, in altri ambienti la nudità artistica è stata solamente più tollerata della nudità "vera", con diversi standard.
Poichè le attitudini sociali sulla nudità artistica sono cambiate, ciò ha talvolta condotto a conflitti sull'arte che non è più conforme agli standard prevalenti. Ad esempio, la Chiesa Cattolica Romana una volta organizzò la cosiddetta campagna della foglia di fico per coprire la nudità nell'arte, iniziando dalle opere dell'artista Rinascimentale Michelangelo.
Il nudo è diventato una specie di arte rappresentativa, in particolare nella pittura, nella scultura, e nella fotografia. Raffigura persone senza indumenti, di solito con stili che distinguono gli elementi artistici dell'essere nudo senza essere provocatorio.
In particolare nelle arti figurative si distingue il "nudo artistico" dal "nudo erotico", nel primo caso si tende a mostrare la bellezza, mentre nel secondo viene messa in evidenza la sensualità. La nudità è un comune soggetto sia nelle belle arti sia nella cultura popolare.
Il nudo nella storia dell'arte ha sempre preso le "sembianze" dell'epoca in cui veniva rappresentato. Affermazione vera per ogni manifestazione artistica ma che nella storia del nudo trova piena evidenza. Dalle pitture rupestri in cui il corpo umano era rappresentativo dello strumento del vivere, al medioevo in cui viene nascosto e svelato poco dopo nel Rinascimento, dove il nudo diventa simbolo universale dell'Uomo, della sua anima, dei suoi valori e non-valori. L'uomo al centro del mondo. Nudo che col fluire dei secoli arriva a diventare invece pura rappresentazione formale di moti interni: non è importante ciò che si rappresenta ma il sentimento, buono o cattivo, che il corpo vuol esprimere. Troppo ci sarebbe da dire. Agli autori di Athena l'ardua impresa di mettersi in gioco col tema.
Poichè le attitudini sociali sulla nudità artistica sono cambiate, ciò ha talvolta condotto a conflitti sull'arte che non è più conforme agli standard prevalenti. Ad esempio, la Chiesa Cattolica Romana una volta organizzò la cosiddetta campagna della foglia di fico per coprire la nudità nell'arte, iniziando dalle opere dell'artista Rinascimentale Michelangelo.
Il nudo è diventato una specie di arte rappresentativa, in particolare nella pittura, nella scultura, e nella fotografia. Raffigura persone senza indumenti, di solito con stili che distinguono gli elementi artistici dell'essere nudo senza essere provocatorio.
In particolare nelle arti figurative si distingue il "nudo artistico" dal "nudo erotico", nel primo caso si tende a mostrare la bellezza, mentre nel secondo viene messa in evidenza la sensualità. La nudità è un comune soggetto sia nelle belle arti sia nella cultura popolare.
Il nudo nella storia dell'arte ha sempre preso le "sembianze" dell'epoca in cui veniva rappresentato. Affermazione vera per ogni manifestazione artistica ma che nella storia del nudo trova piena evidenza. Dalle pitture rupestri in cui il corpo umano era rappresentativo dello strumento del vivere, al medioevo in cui viene nascosto e svelato poco dopo nel Rinascimento, dove il nudo diventa simbolo universale dell'Uomo, della sua anima, dei suoi valori e non-valori. L'uomo al centro del mondo. Nudo che col fluire dei secoli arriva a diventare invece pura rappresentazione formale di moti interni: non è importante ciò che si rappresenta ma il sentimento, buono o cattivo, che il corpo vuol esprimere. Troppo ci sarebbe da dire. Agli autori di Athena l'ardua impresa di mettersi in gioco col tema.






