La valigia trasparente



Che bello avere una valigia trasparente
per poterla regalare o prestare ad altri,
per poterla nascondere, per riempirla
di cento camicette o vuotarla di tutte le cose inutili,
o al contrario, riempirla di parole,
di pensieri che non pesano, che non si odono,
ma sono lì, nella trasparenza di pochi
centimetri quadrati!

Solo ora mi sono accorto di possederla,
ma chi sa da quando ce l'avevo!

Certo, potrebbe diventare pesante,
ma come può accadere?
Nella trasparenza tutto è più leggero,
anzi senza peso,
come piume accarezzate dal vento gentile
che le disperde e le allontana
rendendole ancor più eteree.

In quella trasparenza, dove si vede tutto
e si vede niente, dipende da chi la guarda.

Ma ha una forma, appunto; è una valigia
coi suoi spazi, i suoi angoli, le sue misure, esatte.
Allo stesso tempo è di tutti e di nessuno,
perchè può esser il proprio bagaglio,
il bagaglio di una vita, di una esperienza,
di uno o di mille sentimenti, anche di un viaggio
senza biglietti, affidato alla fantasia di chi
non ha potuto o non può effettuarlo.

E' preziosa, chè ci puoi metter dentro quello che vuoi
e, mai, alcuno te la potrà aprire o trafugare.
La tocchi e la trascini, te la senti ai piedi,
non fa rumore e ti segue senza darti pensieri.
Non ti chiedono cosa c'è dentro, ci mancherebbe!

Ci vorrebbero settimane e mesi per elencarne
il contenuto, piena com'è di valori non dichiarati,
di pagine di dolori e di amori mai confessati,
anche di pagine scritte per un futuro migliore!

Non l'ho comprata, perchè era troppo costosa,
me la sono costruita da solo, pezzo per pezzo,
e ci ho messo anche la chiusura di sicurezza
per preservarla dai maligni e dai non addetti.

Ora mi accorgo che quella valigia è anche vecchia
ma non ha un graffio nè un colpo.
Ah! dimenticavo, è trasparenza!


da "L'arcobaleno in giardino" 2004

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