Gavino Puggioni
Mi cingevo della tua tristezza
spostando la mia gioia, finta,
su ali di farfalla
sfuggite al vento del fuoco
Mi svuotavo delle mie emozioni
per essere a te vicino
mentre un passero solitario
sfuggiva al suo assassino
Mi liberavo del tuo abbraccio
se per un attimo mi distraevo
per la cattiveria umana
mentre la luna s'adombrava
Il sole bruciava
anche i sentimenti
mentre la mia barca, nuda, scarrocciava
e s'inabissava accarezzata dai venti
In quel mare che io non toccavo,
il tuo respiro anelando,
quando il mondo andava a rotoli
e il desiderio di vita cancellando
Io, tu, noi e quelli che ci volevan bene,
lontani miglia di pensieri arrugginiti,
quando menti distorte ed infami
portavan fame e sete anche a noi, poveri umani
Non avevo niente da meditare,
non avevo niente da ascoltare
se non la musica delle tue parole
che incantavano le nuvole, anche quelle sole
E la pioggia non cadeva
e la polvere saliva al cielo
mentre i bambini sull'arsa terra
giocavano, gridavano - allegria! - non c'è più la guerra!
In questo mondo immondo
affondavo il mio pensiero
mentre il vento di maestrale, libero,
zittiva anche le cicale
da "Le nuvole non hanno lacrime" Edizioni Il foglio - Piombino



indietro

