giovanna
Tra tappeti d' oro di foglie arse
e foglie aggrappate all’ultime gocce di linfa
si schiariva il mio mattino.
La natura s’ammantava di tramonto
prima del bianco torpore.
Ogni foglia prigioniera del tempo,
libera solo a primavera,
ma libera non lo sono mai stata,
coltre di nebbia dipanava
la spola della mente,
come il pavido passero,
al sole riflesso
negli specchi d’acqua,
ho avuto le mie paure,
posseduta dalla fragilità,
ho guardato cadere tra le mie mani
solo sogni partoriti da neve
ma come l’ape che dona miele
ho donato miele
mai regina, né gemma per primavere,
l’alba della mia vita si schiariva d’autunno.
Ma sono uva alacre sommessa al canto della vite
m' intreccio tra il nero e l'aureo
con foulard color champagne inneggio vita



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