giovanna
Cammina a piedi nudi sui rovi del mondo
inoltra negli anfratti delle rocce
cade nei baratri cantando lo strazio
tacito di ogni Maria
s’adagia tra le oasi arso ...attende le stelle
con acqua del limbo lava ogni palma
ed ogni palma diverrà terso pensiero
è tra la foce del fiume di lacrime che si getta
nei mari vilipesi,
tra il pianto accorato che pittura i solchi
tra il pianto di gioia nel latte di madre
è nelle stalattitti e stalagmiti di malinconia
tra le flemme stille ambrate di miele
è il canto fluttuante degli stormi di velluto
l’icona del cuore inciso sul tronco
è il canto di labbra all’aurora nel bacio della luna e del sole
Il grido di ribellione alla pece iniqua che strina piume labili
e recide fiori solitari ai bordi dei marciapiedi
Il poeta è pelle in catene e gogna al collo
che d’anima plana su travaglio e conforto
ama con parole scavate d’ acqua feconda
da nera terra di dolore,
e su di loro l’altalena delle stagioni
mai spirerà venti del tempo



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