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Madre Terra
giovanna
Pubblicata su Athena Millennium il 25/11/2011

 

 

Madre terra,

  tra doglie e urla

germogliai sulle tue vertebre,

 

ma il vagito non elargì gloria,

al  preludio del calvario

il firmamento rimaneva muto,

 

e da lì ardo  sul suolo che calco

più del fuoco che avvampa

nel tuo ventre

 

non conosco il mio corpo di sabbia

avvolto nel  manto d’acciaio,

che conculca e mi lacera 

 

nel dolore che non ha quiete

che ardisce l’anima,

ma inamovibili lascia

mani e pupille

 

non ho squarci di colori

non ho canto sulle labbra

non ho petali sul cuore ,

 

la morte  che m’incarna

 respira del mio respiro,

mentre mendico vita

  tempo

 di  libera libellula

 

  ( oggi giornata mondiale contro le violenze sulle donne )                                                      

26/11/2011 - paolo faccenda
Cara Giovanna anche questa tua è una grande poesia, che io almeno con un commento voglio segnalare ed esprimere per quanto di vero io vi legga, condividendo almeno a parole, ma anche nei fatti, la mia piena solidarietà contro un mondo di violenza che sulle donne è sempre stata tanta. Amica poetessa, io ti ringrazio molto per quello che scrivi e così liberamente in alta forma poetica sempre esprimi; e anche molto ti ringrazio per i tuoi carissimi pensieri e commenti alle mie poesie e a me rivolti. Ti saluto e abbraccio carissimamente e ti auguro un ottimo fine settimana. ciao, paolo.
25/11/2011 - Gianny Mirra
La Madre Terra, avvolgente e corposa, ci da vita e calore. Una lirica meravigliosa, intimista e profonda. Ciao Giovanna, complimenti.
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