giovanna
E sento similare la mera breve distanza
delle alghe sballottate nel paragonarla
lei che è l’enigma il gioco ambiguo dello specchio
anche se nella consapevolezza di limiti
chiedo fino a che punto vero terso è il suo riflesso
in mente anima ed iridi
e tra passi su detriti su segatura per schermare
ma che si calca e per tempo si trascina sotto le suole
consonante al fandango del mondo
giungo in bilico al bivio di sogni e realtà
cerco la via dell’equilibrio
nella savia... insana teoria che la felicità non esista
Come figlia del mare cosi tra nodi a scorsoio e sponde ti sfoglio
ti concepisco vita tra terra e onde
Fino a quando di te non potrò più dire
fino a quando... alga a riva
voce avrai e mi dirai ingrata goccia che nulla ha capito



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