giovanna
La mia voce nell’agonia di foglie al vento
sui rami muti d’autunno
Accartocciata dalla pioggia
resa vana resa afona
Tra canneti su verdi sponde
sommersa dallo sciabordio
d’acqua che straripa
la mia voce nell’azzurrità
ammantata da nuvole di grafite
poi giù da grandine rappreso fango
nel cristallo di neve,... catturato
dissolto nella torre del sole
la mia voce tra i boschi di corallo,
di rosa delicato di rosso di passione
scaraventata dall’ uragano
risucchiata poi e dispersa dalle onde
blu cobalto,
ma la mia voce...la voce di Eva
ribelle ai mali del mondo
espiata di pelle e anima
nel tempo attiguo
o in quello che verrà
sarà l’onda che travolgerà il mondo
e solo allora screziata sull’universo...sarà
solo allora la mia voce come un canto slegato
echeggerà



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