giovanna
E diafano inerte restavi a guardare
schermato tra eclissi e galassie,
quando stecchiti alberi grondavano stille,
fiumi rossi arterie tra monti attoniti
e la vita che fluiva al di là di mura di spine
in numerazioni, terrore, orrore,
di tanti, tanti Cristo in croce.
Mai dimenticherò quel tempo,
calcherò quella terra palmo a palmo,
a ogni calco l’olezzo acre di fiori
ancor brinati di sangue e carne arsa,
mi diffonderà e mi dissacrerà
e in ogni petalo vedrò un bimbo tra le rondini.
E in ogni corolla fragili iridi lasciate in vita.
I bambini, i bambini quale colpa, quale delucidazione
per l’ immane espiazione, quali colori!?
In quale , in quale regno dimoravi!?
E , restavi a guardare
spettatore inerte, all’orrendo scempio
quando l’alba divenne notte,
quando l’unico spiraglio,
l’unico sogno era solo morte.



indietro

