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27 Gennaio
giovanna
Pubblicata su Athena Millennium il 26/01/2012

 

 

 

 

E  diafano inerte restavi a guardare

schermato tra eclissi e galassie,

quando stecchiti alberi grondavano stille,

fiumi rossi arterie tra monti attoniti

e la vita che fluiva al di là di mura di spine

in numerazioni, terrore, orrore,

di tanti, tanti Cristo in croce.

Mai dimenticherò quel tempo,

calcherò quella terra palmo a palmo,

a ogni calco l’olezzo acre di fiori

ancor brinati di sangue e carne arsa,

mi diffonderà e mi dissacrerà

e in ogni petalo vedrò un bimbo tra le rondini.

E in ogni corolla fragili iridi lasciate in vita.

 I bambini, i bambini quale colpa, quale delucidazione

per  l’ immane  espiazione, quali colori!?

In quale , in quale regno dimoravi!?

E , restavi a guardare

spettatore inerte, all’orrendo scempio

quando l’alba divenne  notte,

quando l’unico spiraglio,

 l’unico sogno era solo morte.

 

 

 

27/01/2012 - fiorella
concordo con i commenti che mi procedono..sei GRANDE POETESSA!! TVB
27/01/2012 - paolo faccenda
é impossibile riuscire in qualche modo a comprendere l'assurdità della crudeltà atroce nei confronti persino di ogni bambino di allora. Molte volte anch'io mi chiedo come tutto quell'odio e crudeltà sia stata possibile. Nella storia dell'umanità, io credo che quello sterminio sia stato il crimine peggiore, anche perchè perpetrato con evidenza e nell'indifferenza, in un'epoca molto recente e tra l'altro di grandi conquiste "già straordinariamente civile". La tua è una lodevolissima poesia, anche per come è stata scritta, e sentita sempre in quello sgomento di dolore, e della memoria. Cara Giovanna, ti ringrazio molto e caramente ti saluto, complimenti. Ciao, Paolo. p.s.: il testo della canzone di Auschwitz era stato scritto da Francesco guccini.
26/01/2012 - enio orsuni
TUTTO COMINCIO' CON CAINO ED E' CONTINUATO SENZA INTERRUZIONE FINO AI NOSTRI GIORNI. E' IMPOSSIBILE NON SOFFRIRE PER QUANTO AVVIENE NEL MONDO MA, PER QUANTI SIAMO A VOLER CAMBIARE LE COSE SONO E SARANNO SEMPRE GLI ANIMALI CHIAMATI UOMO I PIU' NUMEROSI.SEMRA CHE DIO (ALDILA' DELLA SCUSA DEL TUTTO ECCLESIASTICA DETTA LIBERO ARBITRIO)CI ABBIA VOLUTI MARCI. MI TOLGO IL CAPPELLO DI FRONTE A TANTA SENSIBILITA' POETICA. BRAVA ANTONELLA.
26/01/2012 - Gianny Mirra
Sono molte le volte che mi chiedo anch'io se sta li a guardarsi le dite delle mani e dei piedi mentre ci sono periodi nel mondo di immani catastrofi e morte. Ma non c'è bisogno che ci siano catacombi come i lager nazisti e la guerra fredda, basta guardarsi intorno per vedere quanta crudeltà al giorno d'oggi ha spinto milioni di famiglie nella miseria e nel disagio. Ho ricevuto un messaggio in bacheca dove mi si rimproverara di storpiature e cattive interpretazioni della realtà, ritenuta da questa signora ''migliore'' di alcune mie parole usate su un messaggio del 7 gennaio, dove dicevo testualmente'' questo è il mondo'' dopo aver elencato l'orrore che molti uomini riescono a fare. Mi chiedo solo quanto profondi siano i danni cerebrali dell'ipocrisia e della falsità. Bellissima poesia cara amica, da encomio.
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