Maschere di vetro


Per ben figurare,
nell'androne
che imbocca la vita,
ho messo uno specchio
che vedo io solo

ma per difetto
d'origine
vi scorgo soltanto
il naso e la bocca

d'un pilota di tram
entrato per caso
una notte di maggio
e mai più ritrovato.

Per questo sovente
esco senza camicia
e la cravatta storta
annodata sul collo

Essendo
di buona famiglia,
non provo imbarazzo
più di quando un mattino
uscii senza orologio

Una volta, di marzo,
scordai a casa le idee,
e rideva lo specchio
rideva di me

Fu un giorno radioso,
persino mia madre
telefonò dal suo bagno
finalmente felice

Il mondo quel giorno
m'accolse con grande
rispetto

Il decoro signori
il decoro è tutto!


_________________________________________________
Da " Schegge di poesia " - Raccolta inedita

Altre opere di questo autore