La lenta marcia dell'autunno (Lettera d'una madre al figlio)


Le notizie giungono a rilento
e tu scrivi soltanto poche righe
piene di reticenti silenzi

Sai che mi muovo poco
i miei anni sopportano male
i cambiamenti e gli eventi imprevisti

Ho parlato con il mio amico influente
-come m'hai chiesto il mese scorso-
ma l'argomento è troppo complesso
ed io mi perdo dentro i tuoi affari
mi pare meglio che sia tu a domandare

Conserva l'orgoglio per altre occasioni
un uomo, in certi momenti, deve sapersi piegare
se vuole stare più comodo di quanto gli spetti
Io ho pochissima pratica d'intrighi di carriera
conosco solo il decoro di chi s'accontenta

Dovresti venire fin qui
qualche giorno di nebbie fitte e lunghi silenzi
potrebbe servire a rincuorarti, visto che vivi
passando il tempo a progettare freddi tradimenti
per arrivare in cima ai tuoi discutibili traguardi.


Con l'occasione potresti parlare al Generale
E' una cara persona e cercherà d'aiutarti

Io non ho grandi novità da raccontare
faccio fatica a scrivere ed esco poco di casa,
l'autunno è a metà strada ed il Natale ancora lontano
Nel cortile gli alberi spogli allargano l'orizzonte dei vetri
così ho più spazio per liberare le mie strane fantasie

Nei pomeriggi pieni d'ottusi silenzi
diventa grave il peso delle mie stanchezze
la solitudine mi spinge verso lontani ricordi
e la malinconia dilaga in questo cuore bolso.

Ma tu non darti cura di me, c'è la Marisa
che s'occupa di tutto e fa le commissioni
io non potrei, lo sai, fare le cose d'una volta
le gambe cedono in fretta e sopportano solo
qualche breve passeggiata nel vicino giardino

Fai una carezza alla piccola, dolce Camilla,
dille che per Natale troverà l'albero nuovo
ed il presepe con il laghetto e le capre,
i regali sono già pronti, devo solo incartarli.

A te il mio costante richiamo alla prudenza
i tempi sono duri, devi stare più attento;
quando sarai qui vedremo come fare
per la tua promozione a direttore

Il Generale m'ha fatto capire che si può fare

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