Rocce bianche di Gallura


Resta fra i tuoi ripari
perché il vento non ferisca
lo sguardo antico, sfinito
dalla dolcezza naturale
delle solitudini interiori

Lascia che scorrano i giorni
degli uomini disponibili
dei nuovi cannibali
dagli occhi freddi, senza sentimenti

Quest'alba eterna, lunga una vita,
che spezziamo in briciole di tempo
nel calice dell'ostia benedetta,
annega in una nuova primavera

Deborda l'onda lungo la sabbia
sospinta con violenza dal mare,
un cappio stretto doma il vento
fino a quietare polvere e aghi di pino.

Luccica d'argento all'orizzonte
un vascello deserto dalle vele bianche
c'è ancora tempo prima che faccia notte
c'è ancora mare prima di nuove rotte

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