Sola ai piedi del faro

 
S'è persa nel folto groviglio d'un bosco marino

La linea ininterrotta dello sguardo curioso

Indipendente al pensiero che cerca di sfuggire

Alla glassa zuccherosa dei ricordi inutili


La costanza del vento ha disegnato forme

Imperfette di rami arrendevoli e tronchi

Incurvati come le schiene inutili dei vecchi

Mentre la pineta difende la terra dall'onda.


In punta alla scogliera un'ombra femminile

Segue lame di luce nell'eterno volteggio

Del faro delle Vaccarecce ignoto ai naufraghi

Spazzati dal capriccio d'un onda improvvisa


Atterrisce l'attesa nei giorni di bonaccia

Quando la calma minacciosa del mare fermo

S'allarga per l'immensa spianata turchese

E rinsecchisce di sole cime d'eterni scogli


Come sei dolce chiusa nelle tue incertezze

Nella fragilità del viso assorto, nelle paure

Di donna che vola sul filo della fantasia

Finalmente libera dal peso dei giorni inutili.


Ai piedi del faro la solitudine culla l'amore.

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