Oh!

Ci si pu? sbagliare quando il sole troppo assedia gli occhi, ma quando si fa sera e l?ombra cala spessa della notte amica pi? vede il terzo occhio aperto come ferita sulla fronte e l? di meraviglia urlo di pietra scandisce il gesto, lo sminuzza tutto e incarta l?errore come preziosa gemma dentro il ricordo per farne insegnamento a inveramenti d?albe, a lusinghe di basilisco sempre acquattato subdolo sotto il suo sasso. Goccia color nero di seppia un altro giorno e invecchi e ridi mentre ripassi la sintassi del vivere a distanza ogni stupore, ogni bel mito, ogni smarrita sillaba di fede. T.F. (2005)

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