?cu? si vive?.

E quel vapore a mano a mano che incrocia un peschereccio pare posargli un gotto a prua che scivola in poppa aumentando di uno sbuffo il suo beccheggio fino a bere con lui oltre il gomito del capo per ogni porto che passa e lascia. L?altalena apre spiragli nei suoi guizzi ma per quel bimbo ? solo un gioco di spago e tavoletta il pendolo che oscilla e ad ogni intervallo dialoga l'ora. Dorme la chiocciola ventosa sulla donna in camicia che gonna a campana lingeria d?autunno s?accompagna. Le belle di notte sono un cappuccio di mantella abbandonata sulla gruccia la mattina. Lass? sulla pietraia briciole di scogli quattro mattoni e tavole inchiodate per quattro piedi in equilibrio c?? un uomo in mare due grandi braccia con quelle borse sotto grandi sopraccigli. Ha messo un segno quasi un anticipo d?impronta per dar l?addio: ?cu? si vive?. ? l?ora di chi l?avido ebbro non bolle in ardenza e l?ancora ha gi? nascosta. Di qua e di l? si abbandona fischiando acuto l?argano. Non si vede n? ode altro.

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