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Il fuoco
John Johansonn
Pubblicata su Athena Millennium il 16/11/2006

(Rimane solo il dolore Specchio immobile ed immutabile Dell?inutilit? umana.) Dopo ore ed ore Giorni e giorni Ad aspettare Che il vento cambiasse Che le nubi nere si diradassero Che i tuoi occhi Risplendessero della luce Che andavo cercando Nel profondo Mi trovo a camminare Nel fango Di questa quotidianit? Vischiosa In questa pioggia continua In questa nebbia soporifera In questa bonaccia assurda Attesa inutile Di un segno proveniente dall?oriente Degli uccelli che annunciano la Primavera Della tua risata lucida nei miei occhi Aspetto inutilmente Che il telefono suoni Che i tuoi occhi Finalmente mi parlino Del mondo nuovo Da esplorare ed amare. Alla sera tornando a casa Chiudendo la pesante porta dietro le mie spalle Mi siedo di fianco al fuoco appena acceso Mi tolgo le mie pesanti scarpe e il loro fango E scaldo alla fiamma i panni umidi e dolorosi E parole libere uccelli escono Dalle dite e rincorrerle nell?aria Respiro finalmente.
18/11/2006 - cate
pareti come braccia, dove abbandonarci, desiderando d'essere al sicuro da tutti gli affanni. sempre bravo
16/11/2006 - pina
....gią, finalmente, a casa! bella la tua poesia ciao pina
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