Guarda il sole di gennaio e non tentare di capire

Non prenderti pena se ti sono oscure le coreografie della mia bocca in fondo straparlo su questi sampietrini inframmezzati d?erbacce e terra le unghie sanguinanti alle cortecce e le panchine lise d?attese con le mani piene zeppe di questa vita mia di carta pecora sulla pancia segnata dalle notti cuscino di ogni insonnia con l?acqua alla gola e agli occhi pozzanghere d?angoscia per l?umanit? straparlo ormai solo d?amore e non so fare niente come Lubrian il folle che sta sotto al ponte ossessionato dai tic incessanti e dall?ora esatta della morte

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