* Bambino nel vento* Auschwitz

 

Membra nude e scomposte 

accatastate  l'una sull'altra

quale legna da ardere.

Lacrime scarlatte

o non più lacrime

perché ormai prosciugate.

Scheletri ambulanti

che procedono lentamente

verso nuvole di fumo scuro

acre e lacrimante.

Bambino nel vento

i tuoi grandi occhi

si chiudono atterriti

andando incontro alla morte

stupiti ed afflitti

si chiudono per sempre

alla vita.

Bambino nel vento

non c'ero

eppure mi sento in colpa

non c'ero

eppure inorridisco.

Stringo forte il pugno

mentre le unghie

si conficcano dolorosamente

nella carne.

Detesto quasi

far parte dell'umanità

di quella presunta umanità

che è stata capace

di simili orrori.

Bambino nel vento

raccolgo per sempre

nel cuore, nella mente

nel profondo dell'anima

i tuoi grandi e inorriditi occhi

il tuo spaurito cuoricino

le tue  piccole mani, vuote e gelate

i tuoi piedini nudi, arrossati dal freddo

e le tue tenere ali spezzate

che urlano nelle notti

meno stellate

tutto il tuo dolore

tutto il mio dolore.

 © Antonella P. Di Salvo  

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