Verso l'alto

E salgo...salgo ancora....
m'arrampico con le mani
infilate in ogni piccola fenditura,
dell'indaco di roccia...
E gli scarponi pressano,
danno peso e spinta,
come se inseguissi verso la vetta
la mia anima perduta
in quell' immenso cielo
che lassù, oltre quel picco,
sovrasta sforzo, impresa e sfida
al te che imprecando insegui
lo spirito dell'ultima montagna.

Lontana volteggia l'aquila,
padrona del suo regno... e disdegna
la trascurabile formica di piccozza
che scalfisce solo appena
questa parete di sovranità Natura
che indifferente, pur'essa mi ignora...
O forse, placida, mi sopporta
come fa col suo curioso sguardo,
dall'altra cengia, l'immobile camozza...

L'aria è tersa, luminosa e minima...
E il respiro il battito rafforza
mentre l'occhio mio si alza
a mirare verso l'alto, lontano
ma giusto un po' sotto l'azzurro...
là dove la spennellata bianca
dell'ultima residua neve
è ghiaccio che par che dica a me,
in plastica ma sofferente pausa:
resta lì! Intruso...



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