STORIA DELLA LETTERATURA
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Marino Moretti
Marino Moretti nasce il 18 luglio 1885 a Cesenatico sulla costa romagnola ed è il quarto di otto figli. Suo padre Ettore ha uno spirito pratico e positivo ed è un impiegato comunale ed un imprenditore di trasporti marittimi.Il rapporto con il figlio Marino non è facile, infatti la linea della letteratura e degli affetti, base delle opere morettiane, è influenzata dalla figura della madre con cui ha un legame strettissimo. La madre Filomena Moretti di nascita marchigiana era un'insegnante elementare.
Padre e nonno marinai, per anni nutrirono la speranza di vedere Marino navigare e lo stesso nome stava a significare la loro ferma fede nella continuità dell'attività marinara della famiglia. Marino frequenta la scuola elementare "2 agosto 1849" con successo e in seconda è allievo di sua madre, sua prima estimatrice cui sono dedicati i precoci teneri sonetti d'imitazione pascoliana.
In un istituto di Ravenna retto da religiosi e poi a Bologna nel liceo-ginnasio "Vittorino da Feltre" Marino subisce non pochi insuccessi negli studi: è timido, soffre di balbuzie e proprio per queste insicurezze gli insegnanti lo invitano a seguire corsi di teatrino ai quali si appassiona. Abbandonati gli studi, nel 1901, si iscrive a Firenze alla scuola di recitazione mimica e portamento "T. Salvini" e collabora con il direttore Luigi Rasi per la stesura di opere teatrali.
E' il suo primo incontro con il lavoro letterario. Si lega in amicizia con Gabriellino, figlio di Gabriele D'Annunzio, e Aldo Palazzeschi che gli resterà amico fraterno per ben settant'anni. Gabriellino intraprenderà la carriera dell'attore e poi del regista mentre Palazzeschi e Moretti riconoscono di avere più inclinazione per la letteratura.
Nel 1902 viene pubblicata presso la tipografia Elzeviriana di Firenze la raccolta di novelle "Le primavere" che aveva spedito nel 1901 nascondendo la sua giovane età (16 anni). Nel 1903 escono presso il Pucci due sue raccolte di versi: "Il poeta di un'armonia" e "La sorgente della pace".
Firenze ferve di avanguardie e di prestigiose riviste che laureano i nomi di Papini, Prezzolini e Borghese. Moretti segue ogni fermento con interesse, ma in disparte. Collaborando con un coetaneo compone gli unici lavori teatrali della sua produzione: "Frate sole", "Leonardo Da Vinci" e "Gli Alighieri" che verranno subito ripudiati sia dai critici che dal pubblico.
A rendere più stretta e rigida la sua vita contribuì anche la morte del fratello Olindo, un giovane spensierato e sportivo che si suicidò nel 1904. Alla notizia Marino decide di intitolargli la quarta sezione della raccolta di liriche "Fraternità" stampata l'anno seguente presso l'editore Sandron di Palermo. Negli scritti autobiografici Marino tenta di rimuovere e cancellare la presenza della pietà per la morte del fratello stabilendo con la madre un rapporto di quasi assoluta esclusività.
Nel 1907 escono presso l'editore Sandron la silloge di racconti "Il paese degli equivoci" novelle che mettono in luce la maturità raggiunta dal ventunenne narratore e con i quali si segnala alla critica. Un anno dopo escono presso l'editore Streglia di Torino il libro per ragazzi "Sentimento" e i poemetti raccolti ne "La serenata delle zanzare".
Nel 1909 escono per la prosa ancora due raccolte di novelle "I lestofanti" e "Ah, ah, ah!". Il 1910 è soprattutto l'anno della consacrazione poetica dovuta a "Poesie scritte col lapis", espressione di uno stile nuovo che entra nella storia letteraria con il nome di "crepuscolare" avendo in Gozzano e appunto in Moretti gli esponenti di maggior rilievo. Seguono su quella scia "Poesie di tutti i giorni" (1911) e "Il giardino dei frutti" (1915).
Escono in volume nel '13 "I poemetti di Marino", dopo essere apparsi dal 1909 al 1911 nel "Giornalino della domenica" di Vamba. Collabora alla rivista "La riviera ligure" e si lega in amicizia con i direttori del periodico Mario e Angiolo Silvio Novaro. Pubblica a puntate dal 4 giugno al 31 luglio 1913 sul "Giornale d'Italia" il suo primo romanzo "Il sole del sabato", ricevendo lettere di consenso da Luigi Pirandello e Grazia Deledda.
Nel 1914 è redattore letterario a Pescara della "Grande Illustrazione" diretta da Basilio Cascella alla quale fornisce, fra prose e poesie, diversi contributi. L'anno seguente rinuncerà all'incarico e verrà sostituito da Sibilla Aleramo. Con la silloge di racconti "I pesci fuor d'acqua" ha inizio la grande stagione trevesiana dello scrittore conclusasi negli anni '30 con il progressivo declino della casa editrice milanese.
Nel 1915 porta a termine il suo secondo romanzo: "Guenda" edito nel 1918. Sono i primi anni della guerra, Moretti pur non essendo stato riconosciuto idoneo al servizio militare vuole arruolarsi come infermiere negli ospedali del campo della Carnia per la croce rossa. L'indelebile ricordo dei giorni trascorsi in soccorso dei feriti entrerà nelle migliori pagine del romanzo "Il trono dei poveri".
Nel 1917 continuano ad uscire presso l'editore Treves (che Marino lascerà nel '23 per l'astro nascente Mondadori) altre raccolte di novelle: "La bandiera alla finestra" e "conoscere il mondo".
Nel 1919 termina il romanzo "La voce di Dio" che verrà pubblicato nel 1920. Il biennio 1920-1921 è d'intensa produzione; infatti scrive "Una settimana in paradiso e altre novelle" oltre ai romanzi "L'isola dell'amore", "Né bella né brutta", "I due fanciulli".
Nel 1922 Moretti perde Filomena, la madre adoratissima, l'eterna complice. Marino è inconsolabile ed effettua lunghi soggiorni presso amici lasciando temporaneamente sia Firenze che Cesenatico, le sue due patrie. Al ricordo materno dedicherà due libri: "Mia madre" e "Il romanzo della mamma" (1924). Il romanzo "I puri di cuore" fa guadagnare a Moretti grandi riconoscimenti dalla critica e dal pubblico.
Nel 1923 Luigi Albertini invitò Moretti a collaborare alla terza pagina del più prestigioso quotidiano d'Italia "Il corriere della sera", dove lavorerà per i prossimi trent'anni. Nel 1925 Moretti pubblica le raccolte di novelle "La vera grandezza" e il romanzo "Il segno della croce". Marino fu tra i primi firmatari del "Manifesto degli intellettuali antifascisti" promosso da Benedetto Croce, questo fu l'unico gesto politico della lunghissima vita di Marino. A Parigi, altro polo di riferimento della sua formazione artistica, soggiorna in compagnia del pittore Filippo De Pisis e di Palazzeschi.
Tra il dicembre del '26 e il giugno del '27 esce a puntate sul giornale "Secolo XX" il romanzo "Il trono dei poveri" che, nel 1928 viene pubblicato per intero. Scritto durante un soggiorno nella Repubblica di San Marino, essendo stato frainteso negli intenti, solleva le proteste dei reggenti fascisti dell'epoca per l'elogio delle libertà e dell'indipendenza riferito alle vecchie istituzioni civili. Nel 1926 pubblica "Allegretto, quasi allegro, variazione su un unico tema" e il romanzo "Le capinere". In compagnia di De Pisis visita il Belgio, in particolare Bruges - la città "morta" di cui Marino aveva subito il fascino leggendo Rodenbach - col celebre "Beguinage" che farà da sfondo al romanzo morettiano "La casa del santo sangue".
I pellegrinaggi dello scrittore sono attratti dall'Olanda. Nel '32 impressioni e memorie di questi viaggi verranno fissate nel volume "Fattorie olandesi". Nel 1931 traduce dal francese "Une vie" romanzo del congeniale Maupassant. Pubblica "Via Laura, il libro dei sorprendenti vent'anni" in cui raccoglie i ricordi intitolati al periodo fiorentino della scuola di recitazione .
Nel 1932 a Marino viene assegnato dall'Accademia D'Italia un premio intitolato a Mussolini, ma il personale voto del Duce farà dirottare la designazione su Silvio Benco. Sul "Pegaso" esce a puntate "L'Andreana", romanzo raccolto in volume solo nel '35. Dal 1936 al 1937 escono "Parole e musica", "Novelle per Urbino"; il romanzo "Anna degli elefanti" e il libro di riflessioni " scrivere non è necessario (umori e segreti di uno scrittore qualunque)". Pubblica "Pane in desco ( pensieri e immagini di uno che sente crescere l'erba )" nel 1939.
"La vedova Fioravanti" ritenuto il capolavoro narrativo di Moretti, vede la luce nel 1941. Avrà traduzioni nelle principali lingue europee, incluse la polacca e la finlandese. Nel 1942 pubblica "L'odore del pane". Nel ‘44 l'Italia ha smarrito sotto i bombardamenti la fierezza autarchica.
Mussolini sta vivendo il declino della repubblica di Salò. A dodici anni di distanza l'accademia d'Italia è libera di tributare nuovamente il suo premio a Marino Moretti che però rifiutò.
Nel 1946 pubblica uno dei suoi romanzi più significativi: "I coniugi Allori" già uscito nel ‘43 sui fascicoli della "Nuova Antologia". In seguito nel ‘48 esce il romanzo "Il fiocco verde", Moretti riceve il premio Fila "ex aequo" a pari con Francesco Flora .
Dall'amplificazione e rifacimento de "I due fanciulli" viene elaborato dal ‘50 al ‘51 il romanzo "Il pudore".
Escono in volume "I grilli di Pizzo Pizzi" riflessioni letterarie già note in parte, ai lettori del "Corriere della sera". Nel 1952 riceve il premio per l'opera complessiva per l'accademia dei lincei. Quell'anno il premio della prestigiosa accademia scientifica viene riservata ad un narratore. Viene riproposto nel 1953 "Il tempo migliore" nuova edizione del "Tempo felice" che era apparso nel '29 col sottotitolo "Ricordi di infanzia e altre stagioni".
Escono le novelle "Uomini soli" e il romanzo "Doctor Mellifluus". Nel 1955 a Moretti viene assegnato il premio Napoli un altro riconoscimento all'opera globale. Nel 1956 esce il libro di novelle "1945". Pubblica il romanzo "La camera degli sposi" nel 1958. La Mondadori intraprende una riedizione critica, nel 1959 dell'opera omnia del momento di Marino Moretti in sei poderosi volumi.
Al primo di questi "Tutte le novelle" viene assegnato il premio di Viareggio davanti a Pier Paolo Pasolini. Nel 1960 esce "il libro dei miei amici" contenente i profili letterali degli amici di Marino: la Deledda, Corazzini, Ojetti, Papini, Borghese, Palazzeschi, Panzini....... Il celebre Moretti amava ripetere "I miei amici sono stati la mia vera famiglia". Nel 1969 l'ottantaquattrenne poeta sorprende il pubblico e la critica con il volume "L'ultima estate".
Dai critici viene definita la "terza stagione" in cui Moretti ripudia il crepuscolarismo. Altri tre libri seguono: "3 anni e 1 giorno" (1971), "Le poverazze"(1973) e la nuova edizione del "Diario senza le date" (1974). Nel 1973 riceve in Campidoglio la penna d'oro, il premio della presidenza della repubblica a coronamento di una vita spesa per la letteratura. Nel 1975 per i 90 anni dello scrittore, il comune di Cesenatico organizza un convegno che vede la partecipazione di illustri studiosi italiani. Moretti e' presente nell'arco dei tre giorni a tutti i lavori del convegno. Nel 1979 l'editrice Mondadori gli dedica - unico autore vivente- un volume dei "meridiani" la prestigiosa collana che consacra dopo la morte gli autori italiani e stranieri sempreverdi. La pubblicazione del volume durante il primo semestre del '79 avviene mentre Moretti subisce un declino fisico. Il 6 luglio Marino Moretti muore nella sua casa sul porto canale di Cesenatico dopo un breve ricovero all'ospedale di Ravenna. Nel suo testamento l'autore lascia la ricca biblioteca ai cittadini di Cesenatico, in seguito la sorella Ines donerà anche la casa natale dei Moretti.
A cura di: Elisa Guiducci, Presepi Martina, Sirri Tommaso, Venturi Mattia
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