Mario Luzi

Mario Luzi, poeta ermetico esemplare, è nato il 20 ottobre 1914 a Castello, in provincia di Firenze, da genitori maremmani: Ciro Luzi, impiegato ferroviario, e Margherita Papini, una delle figure centrali nella sua vita e produzione poetica - «I'ho visto in mia madre tutto quel mondo di religione contadina ed elementare ma introflesso e pensato e molto intensamente vissuto. Questo mi ha incantato in lei, al di là del grande affetto che ci legava. Mi affascinava il suo trasportare tutte le cose in una interiorità, che forse la società modesta in cui si viveva allora non sentiva come bisogno primario».
Anche se suo padre vorrebbe un altro tipo di lavoro per il figlio, Mario si laurea a Firenze in Letteratura francese con una tesi su Mauriac che influisce molto sulle sue posizioni poetiche future. Il padre, «visto che in questo mi ci trovavo bene, che ne traevo soddisfazione, che i risultati erano interessanti, ha compreso che per vivere e realizzarmi avevo bisogno di seguire questa strada, e ne è stato contentissimo».
Nel 1935 pubblica il primo libro di poesia La barca in cui esprime tutta la sua giovinezza (ha solo 21 anni) in uno stile acerbo e fragile, ma che già determina i suoi dominanti motivi poetici: un contrasto continuo fra il tempo e l'eternità, fra la vita individuale e la vita totale, fra l'apparenza e l'essenza.
In quel periodo comincia anche a collaborare con la rivista letteraria «Frontespizio», ma ben presto si trasferisce a Parma per insegnare in un liceo e inizia a scrivere per una nuova rivista (dalla vita breve poiché uscirà solo per un breve periodo nel 1938 sotto la direzione del famoso editore Vallecchi): «Campo di Marte», che, ispirandosi a posizioni politiche di sinistra, si prefigge l'ambizioso scopo di rinnovare il rapporto fra pubblico e letteratura, finendo con l'elaborare unicamente temi letterari - come pure successe alle altre due riviste fiorentine con le quali Luzi collaborò, «Letteratura» e «Paragone» .
Tornando alla produzione poetica, troviamo un'importantissima raccolta datata 1940, Avvento notturno, manifesto non proclamato dell'Ermetismo il cui linguaggio, estremamente raffinato, fa della poesia la sola realtà praticabile e proponibile. Questa ermeticità e compattezza viene scossa dalla Seconda guerra mondiale e porta a un'apertura innaspettata, nel 1946, con Un brindisi, raccolta fondamentale che lo stesso Luzi definisce come «una prefigurazione, tra allucinata e orgiastica, del dramma della guerra che mette a soqquadro il falso olimpo o giardino di Armida in cui molti credevano».
La raccolta successiva, Quaderno gotico (1947), rappresenta un momento di transizione dove si affaccia l'idea dell'amore che potrebbe vincere la solitudine del soggetto poetico, ma resta solo una mera speranza. Un cambiamento definitivo nella poetica di Luzi arriva con la raccolta Onore del vero (1957), dove si percepisce una grande apertura nel linguaggio, vicino al parlato, dai motivi più comuni e concreti. A questo proposito Luzi dice di aver sentito «il bisogno di dare al mio lavoro una sostanza e un aspetto più elementari, più fondati sulla natura dell'esperienza dell'uomo e sulla natura del linguaggio che la esprime».
Questi sono anche gli anni di un'aperta critica all'Ermetismo da parte della Resistenza, diventa perciò inevitabile l'avvicinamento della poesia luziana alla storia e alla lingua comune. Il profondo cambiamento di posizioni viene espresso più profondamente nella raccolta Nel magma (1963), quando comincia per Luzi un confronto aperto con la società contemporanea italiana, che rivela le indelebili mancanze e illlusioni di quest'ultima. La raccolta diventa una vera e propria denuncia di una società, di una vita senza significato e sicurezza, espressa anche attraverso il linguaggio, adesso più comunicativo e vicino alle forme dialogate.
A questa raccolta ne seguono altre che riaffermano il cambiamento definitivo, pur restando sulla posizione di una poesia-testimonianza di un vuoto profondo e incolmabile: Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), Sotto specie umana (1999), Poesie ritrovate (2002), Dottrina dell'estremo principiante (2004).
Oltre alla complessa produzione poetica, Luzi ha svolto anche un'intensa attività saggistica - L'inferno e il limbo (1949), Studio su Mallarmé (1959), L'idea simbolista (1959), Tutto in questione (1965), Poesia e romanzo (1974), Vicissitudine e forma (1974), Discorso naturale (1974), Naturalezza del poeta (1995), Vero e verso (2002) - e teatrale - Ipazia (1972), Rosales (1984), La Passione (1990), Io, Paola, la commediante (1992), Teatro (1993), Felicità turbate (1995), Ceneri e ardori (1997) - oltre che universitaria, come insegnante di Lettreatura francese presso le università di Urbino e di Firenze.
Un'ultima conferma della sua grande attività poetica, intellettuale e sociale è arrivata dallo stesso Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che il 14 ottobre 2004 lo ha nominato Senatore a vita.

Tratto da: www.italialibri.it
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