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Persuasione
Titolo: Persuasione
Autore: Jane Austen
Anno: 1996
Editore: Newton Compton (collana Biblioteca economica Newton.
ISBN:
Pagg.: 224
Prezzo: € 5,00
Autore: Jane Austen
Anno: 1996
Editore: Newton Compton (collana Biblioteca economica Newton.
ISBN:
Pagg.: 224
Prezzo: € 5,00
Recensione
Dalla mia Biblioteca "I libri dimenticati"
"Persuasione" è un libro che si differenzia da tutta la precedente produzione letteraria di Jane Austen. Il libro uscì postumo: forse la scrittrice voleva, finalmente, esprimere tutta se stessa, sapendo che non avrebbe avuto altra occasione, forse sapeva, ormai, che il mondo da lei tanto amato stava per finire. Non gli sopravvisse.
Jane Austen visse in un'epoca di profondi turbamenti, politici, sociali, economici. Nulla di tutto questo trapela dai suoi romanzi. In "Persuasione" abbiamo alcuni, velati accenni che rimandano alle battaglie navali di quel periodo. Solo poche righe: ma è una novità.
Rispetto agli altri romanzi, "Persuasione" sembra quasi "scritto alla rovescia". La protagonista, Anne (nome comune) è una ragazza scialba, tenuta in poco conto dalla propria famiglia, in cui non regna alcuna armonia. Il padre e le sorelle, come pure la sua confidente, amica della madre defunta, sono letteralmente imbevuti, costruiti, sorretti da quei pregiudizi che, in altri romanzi, Jane aveva ferocemente stigmatizzato.
Anne non è immune da tali pregiudizi. Solo una coincidenza fortuita la porterà a frequentare, suo malgrado, persone di "rango inferiore", trovando in loro, e nelle loro famiglie, ciò che nella propria era sempre mancato: amore, comprensione, serenità, ospitalità, gentilezza. Poco a poco, Anne, senza avvedersene, perde "strada facendo", i pregiudizi di famiglia, si forma una coscienza propria, e diventa più forte. Tanto forte, da non potere più essere un umile frammento di "Persuasione" in mano d'altri; ma, al contrario, di saper imporre e far rispettare, accettare, le sue convinzioni. Ancora oggi, seppure in maniera diversa, siamo vittime di molti pregiudizi: una pagina eccezionale è la visita all'amica disabile, caduta in povertà. Attualissima.
Di Jane Austen è universalmente noto il suo capolavoro, Orgoglio e Pregiudizio. Un "grazie" sentito va a tutti gli editori che, ultimamente, non si limitano a riproporre il romanzo principe, ma con l'aiuto di moderni traduttori, cercano di portare in Italia, con prezzi accessibili, anche gli altri testi dell'autrice. Una Grande autrice. Potete leggerlo in questa versione, o in un'altra analoga: l'importante è sottolineare come, ancora una volta, Jane scriva alle donne, e per le donne. 200 anni fa.
L' ho detto, e lo ripeto: Jane Austen è il mio mito. In questo romanzo, scritto durante la malattia che l'avrebbe uccisa, non si scorge nessuna lamentela, nessun rimpianto: il lieto fine è assicurato, i toni sono spesso umoristici, talvolta satirici; ma nulla lascia intuire che il testo fu scritto, e più volte rivisto, quasi in punto di morte.
Un testamento anomalo: una nobiltà decadente e superata messa in ridicolo a favore dei borghesi, poveri, ma decentemente istruiti. Per Jane il denaro non conta: ciò che è importante è l'istruzione, il desiderio di coltivarla, di migliorarsi costantemente.
Un libro che fa riflettere.
Un libro senza tempo.
Un libro da non dimenticare.
Recensione a cura di Rosella Rapa
"Persuasione" è un libro che si differenzia da tutta la precedente produzione letteraria di Jane Austen. Il libro uscì postumo: forse la scrittrice voleva, finalmente, esprimere tutta se stessa, sapendo che non avrebbe avuto altra occasione, forse sapeva, ormai, che il mondo da lei tanto amato stava per finire. Non gli sopravvisse.
Jane Austen visse in un'epoca di profondi turbamenti, politici, sociali, economici. Nulla di tutto questo trapela dai suoi romanzi. In "Persuasione" abbiamo alcuni, velati accenni che rimandano alle battaglie navali di quel periodo. Solo poche righe: ma è una novità.
Rispetto agli altri romanzi, "Persuasione" sembra quasi "scritto alla rovescia". La protagonista, Anne (nome comune) è una ragazza scialba, tenuta in poco conto dalla propria famiglia, in cui non regna alcuna armonia. Il padre e le sorelle, come pure la sua confidente, amica della madre defunta, sono letteralmente imbevuti, costruiti, sorretti da quei pregiudizi che, in altri romanzi, Jane aveva ferocemente stigmatizzato.
Anne non è immune da tali pregiudizi. Solo una coincidenza fortuita la porterà a frequentare, suo malgrado, persone di "rango inferiore", trovando in loro, e nelle loro famiglie, ciò che nella propria era sempre mancato: amore, comprensione, serenità, ospitalità, gentilezza. Poco a poco, Anne, senza avvedersene, perde "strada facendo", i pregiudizi di famiglia, si forma una coscienza propria, e diventa più forte. Tanto forte, da non potere più essere un umile frammento di "Persuasione" in mano d'altri; ma, al contrario, di saper imporre e far rispettare, accettare, le sue convinzioni. Ancora oggi, seppure in maniera diversa, siamo vittime di molti pregiudizi: una pagina eccezionale è la visita all'amica disabile, caduta in povertà. Attualissima.
Di Jane Austen è universalmente noto il suo capolavoro, Orgoglio e Pregiudizio. Un "grazie" sentito va a tutti gli editori che, ultimamente, non si limitano a riproporre il romanzo principe, ma con l'aiuto di moderni traduttori, cercano di portare in Italia, con prezzi accessibili, anche gli altri testi dell'autrice. Una Grande autrice. Potete leggerlo in questa versione, o in un'altra analoga: l'importante è sottolineare come, ancora una volta, Jane scriva alle donne, e per le donne. 200 anni fa.
L' ho detto, e lo ripeto: Jane Austen è il mio mito. In questo romanzo, scritto durante la malattia che l'avrebbe uccisa, non si scorge nessuna lamentela, nessun rimpianto: il lieto fine è assicurato, i toni sono spesso umoristici, talvolta satirici; ma nulla lascia intuire che il testo fu scritto, e più volte rivisto, quasi in punto di morte.
Un testamento anomalo: una nobiltà decadente e superata messa in ridicolo a favore dei borghesi, poveri, ma decentemente istruiti. Per Jane il denaro non conta: ciò che è importante è l'istruzione, il desiderio di coltivarla, di migliorarsi costantemente.
Un libro che fa riflettere.
Un libro senza tempo.
Un libro da non dimenticare.
Recensione a cura di Rosella Rapa
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