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Nel silenzio dei rumori
Titolo: Nel silenzio dei rumori
Autore: Gavino Puggioni
Anno: 2007
Editore: Magnum Edizioni www.magnum-edizioni.it
ISBN:
Pagg.: 201
Prezzo: € 12,00
  Il poeta osserva il mondo che lo circonda, riflette, interpola le sensazioni con i suoi sentimenti, con la parte più intima di se stesso e poi, sommessamente, trascrive in versi il frutto dell'elaborazione del suo processo di confronto fra realtà esteriore ed essenza del proprio Io.
Gavino Puggioni non si sottrae a questo procedimento del tutto naturale e anzi propone una visione catartica di ciò che è e di quello che dovrebbe essere.
Nel silenzio dei rumori è un'opera composta da tante minisillogi che affrontano, verificano, espandono e accentuano temi diversi.
Certo in un animo semplice come il suo, dove il semplice non è un aspetto riduttivo, ma invece è la naturale essenza dello spirito dell'uomo autenticamente sapiens e ancor più solidale, non potevano sfuggire le nefandezze di un mondo in cui la prepotenza di pochi è dolore dei tanti, in cui ogni nascita è segnata da destini innaturalmente precostituiti da violenze e da sofferenze.
Tuttavia, la sua non è una visione pessimistica assoluta, priva di ogni speranza, perché è proprio in quelle nascite che si può scorgere il seme di un essere diverso, di un Abele anziché di un Caino, di un futuro uomo che potrebbe capovolgere le sorti di un'umanità da sempre meno simile a quel Dio che l'ha creata.
Non è un caso quindi se questo silenzio, nel frastuono dei rumori inutili, delle grida, delle urla di dolore impone al lettore una generale riflessione sul perché dell'esistenza, sui suoi problemi, sui suoi controsensi, un richiamo insomma a una vita di valori più concreti e meno effimeri, in cui la spiritualità  riprenda il sopravvento su un materialismo diffuso che permea gli uomini e che nei casi migliori genera indifferenza.
Così, se accorata può sembrare Iraq e dintorni (Sono lacrime di pietra / nera grigia rossa / quelle che ogni giorno / scorrono e non vediamo./...), più pregnante e anche maggiormente accusatoria è Indifferenza (.../ Indifferenza / è l'ignoranza che ci sovrasta, / questa nuova civiltà del benessere, / è questo falso apparire ad ogni costo, / sempre, dovunque./...).
Non si pensi, però, che Puggioni abbia uniformato tutte le poesie presenti nella raccolta a questo tema principale, perché in effetti è tutto un susseguirsi del suo modo di vedere e di intendere la vita.
Del resto il titolo stesso dell'opera prende spunto da due pezzi, di cui uno in prosa che, intitolato Il senso della vita, nel confermare quanto ho più sopra precisato, è altamente esplicativo di questo modo semplice (ma la semplicità è una virtù) di intendere l'esistenza.
C'è spazio anche per una poesia naturalistica, non incline a virtuosismi, ma con descrizioni filtrate e tradotte in termini tenui dell'ambiente in cui vive l'autore, come in Il pescatore (.../ Spera nel domani / al rientro./ Per una vita grama / spesa per l'oggi.),  oppure come in Riverberi (...../ Il vento di maestrale / crea inutili sibili e pare / che le foglie dei pioppi / lo accompagnino / in una melodia / di suoni leggeri /...).
Del tutto poi particolari sono i non infrequenti inserti in prosa, delle vere e proprie riflessioni chiarificatrici del modo di vedere dell'autore, quasi timoroso dell'eventuale incomprensibilità dei suoi versi, quando invece nulla di ermetico vi è in una poesia che avvince e coinvolge il lettore.
Nel silenzio dei rumori è un'opera quindi che mi sento di consigliare vivamente.
Da ultimo una piccola informazione, importante però e che denota lo spirito di questo autore: il ricavato delle vendite di questa raccolta sarà devoluto all'UNICEF.


Recensione a cura di Renzo Montagnoli
Nel silenzio dei rumori
Titolo: Nel silenzio dei rumori
Autore: Gavino Puggioni
Anno: 2007
Editore: Magnum-Edizioni
ISBN: n.a.
Pagg.: 200
Prezzo: 12,00 €
  Il titolo "Nel Silenzio dei Rumori", è una poesia.
Al suo interno, tuttavia, questo ricco volume, racchiude ben di più: attraverso diversi mezzi espressivi, l'Autore, Gavino, si racconta, parla di sé della sua vita, dei suoi pensieri, delle sue speranze.
Alcuni particolari restano indefiniti, come i contorni di un quadro impressionista, ed è giusto che sia così. Sembra quasi che Gavino abbia scritto lasciandosi semplicemente trasportare dal suo desiderio di fissare un evento, un'impressioni, per non correre il rischio di scordarli; totalmente indifferente ad una possibile futura lettura altrui. Più tardi, ha deciso di lasciarci entrare nei suoi pensieri, nelle sue emozioni: come lettrice, e amica, non posso che essergliene grata.
E' chiaro che la Speranza, per Gavino, sono i bambini, come viene espresso nella dedica iniziale. I bambini rappresentano il Futuro, ma quante volte la loro esistenza viene minacciata, violata! Questo tema domina le prime due sezioni del libro, apparentemente molto diverse tra loro.
In "Litanie di Guerra e di Speranza", Gavino non teme di affrontare esplicitamente temi d'attualità molto duri e scottanti, usando i versi sciolti per raccontare, denunciare; non c'è dolcezza o struggimento, nessuna concessione alla delicatezza del poetare, in questa forma espressiva che trovo assolutamente originale.
In "Giro Giro Tondo", si parla di bambini e ai bambini: talvolta amati e felici, talvolta dimenticati, e qui esce tutto l'amore e il sentimento più profondo, regalandoci pagine molto intense. Stupende le fiabe, raccontate in maniera molto personale.
Le sezioni successive, "Nel Silenzio dei Rumori" e "Invito all'Ascolto", abbandonano i temi generali per diventare più personali, ricche di riflessioni interiori, rese con spontanea vivezza sia in versi sia in prosa. Si parla del passato, del futuro, del presente; della nostalgia che avvolge i ricordi, della necessità di superarli. Non può mancare una parentesi dedicata all'amore, "La musica dell'Amore", che non esito a definire "lirica", malgrado sappia che questo termine sia un po' consunto.
Estremamente innovativa e personale l'ultima sezione, "Silenzio in chiave di Violino", in cui Gavino di parla della musica, delle sensazioni che può suscitare, di come lui la "sente". Non avevo mai trovato pagine così significative dedicate a quest'argomento: peccato che siano poche. La capacità di rendere a parole ciò che la musica, o la visione di uno strumento, portano dentro di noi è, a mio parere, assai rara.
Ho lasciato per ultime le sezioni centrali, in cui Gavino parla della natura, della sua terra: "La musica dell'Acqua" e "Nel Silenzio del Paesaggio". Questo perché la Poesia che osserva e ridipinge la Natura è in assoluto quella che preferisco. Qui si parla di luoghi e paesaggi assai diversi da quelli cui sono abituata: mare, sole, siccità; spesso la natura non è quell'amica benigna che tanto piace ai sentimentalismo facile; può essere aspra, dura, anche poco piacevole da osservare. Gavino riesce a darci sempre immagini meritevoli, piega la sua poesia adattandola al sentimento che prova e che intende comunicare. Si nota in questo una ricerca costante su diversi mezzi espressivi, per interiorizzare e poi far scivolare all'esterno una "verità", un sentimento autentico, non mediato.

Io non ho le competenze per esprimere giudizi sulla poetica di Gavino, né su quella di altri. Sono semplicemente una lettrice, con la convinzione che la poesia sia un genere totalmente soggettivo, poco adatto a farsi piegare ad interpretazioni troppo dotte. Piace, oppure no. Ci parla, o resta muta.
"Nel Silenzio dei Rumori" ogni riga parla, racconta, non sempre in modo accattivante, preferendo l'impietosa sincerità. A me piace questo modo di comunicare, in prosa, o in poesia diretta, immediata, che non vuol nascondersi dietro frasi importanti, ma gridare ad alta voce il suo messaggio. Questo è un libro completo, con prefazione, postfazioni, dediche, spiegazioni, e immagini che sposano splendidamente le parole. Un libro che mi ha fatto piacere leggere, e che rileggerò, studierò, poco alla volta.
  Da menzionare un postilla in retro copertina:
"L'autore devolverà il ricavato delle vendite di questo libro all'UNICEF".

In quest'ultimo pensiero, ecco, c'è Gavino.


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