La nebbia non tornò.
Sono nata e cresciuta in una grande città. Per disavventura, trovai casa lontano, in quella che viene chiamata seconda cintura. Niente più cinema, niente più opera, musei, mostre, teatro: cultura, insomma. Qualche spettacolino scadente organizzato da poche persone di buona volontà con sale o troppo grandi o troppo piccole. Adatto ai vecchietti che abitavano qui. Un solo autobus, che non serve né per raggiungere la mia famiglia, né per il lavoro, nemmeno per il dentista o la ginecologa. Non serve nemmeno per l'ospedale di zona. Un vero scandalo. E quell'autobus esiste solo perché, quando il Piemonte era una regione all'avanguardia in tutti i sensi, c'era un treno locale che collegava tutti i paesi di montagna con la stazione della capitale.
Poco male all'inizio. Ai 130 all'ora, la città era vicina, per merito della tangenziale.
Ma ora tutto è cambiato. Villette a schiera sorgono come funghi, arriva gente di tutte le risme, anche immigrati (molto più educati degli italiani). Fin dall'inizio fummo comunque costretti a blindare la casa per proteggerci dai rumori molesti e dai ladri, zingari per lo più. Il centro storico, decadente come non mai, non offre nemmeno la possibilità di una passeggiata per ammirare negozi e negozietti. Lo "struscio", prerogativa delle cittadine "in", qui non esiste. Tutto è sparso, sparpagliato, e nessuno esce a passeggio, in questa massa orizzontale e piatta con una sola farmacia. Dal dottore ormai fai la coda come in città. L'ospedale diventa sempre peggio. Le strade interne al paese, in cui il limite di 30 km orari non è messo a caso, sono percorse da invasati che pensano di essere ad Indianapolis. Non hanno nemmeno la benché minima idea di cosa sia il codice stradale. I motorini dei ragazzi di buona famiglia la fanno da padroni, perché nessuno osa sequestrare un mezzo improprio alle famiglie più ricche e decisive, per il voto sulla lista elettorale. Sei liste per un paese di 6000 abitanti. In questa banlieu di perbenisti, ipocriti e bigotti, ciò che si può sentire sono solo disgrazie capitate a questo e quello, o un frullato di parole senza senso, tanto per aprire bocca. Esisteva un gruppo di auto-mutuo-aiuto, finanziato da un progetto scolastico; ma l'organizzatrice è stata eletta assessore alla cultura, dove combina solo danni, e il progetto è stato chiuso, dopo che avevano tentato, con mezzi subdoli e poco corretti, di affidarmene la conduzione. Naturalmente, la "cara amica", vinte le elezioni, non si è più fatta sentire.
Mi volevano rappresentante di classe. Col cavolo. Hanno osato chiedermelo addirittura prima delle votazioni, ed io non mi sono presentata. Da allora, più nessuno mi parla. Non ci perdo niente.
Perché rifiutare l'impegno sociale? Perché sono malata, ed avrei bisogno io di un supporto fisico e morale. Ma non lo lascio vedere. Passo per una stravagante, perché so fare ciò che altri ignorano.
La nebbia, amica mia, in questi terribili anni di siccità non si è mostrata mai. Qui arriva di rado. Del resto, passeggiare nella nebbia, in questo paese disperso, sarebbe un pericolo: si incontrano tossici ad ogni angolo; ma il paese chiude gli occhi. " No, qui non gira droga, al massimo qualche bustina". E cosa c'è nella bustina? Zucchero? Io mi chiudo in casa, perché odio il sole. Mi piace solo quando sono in vacanza, e posso tuffarmi in piscina, o scalare una montagna, ma non d'inverno quando dovrebbe piovere o nevicare. Invece, abbiamo solo vento. Vento secco e polveroso. Lo odio con tutto il cuore.
Non esistono ricordi, non esistono favole, non esiste una Storia degna di essere raccontata. Mia figlia si ostina a seguire il catechismo, in aule fredde, spoglie, vecchie, rovinate, mefitiche. Voglio portarla via; ci riuscirò?
Il mio vecchio amico, il Castello, si è rassegnato cadendo in un sonno profondo. Sa benissimo che per lui è finita. Una vita gloriosa si spegne in miseria, tra una pizzeria, una tabaccheria e un parcheggio. Lasciamola così. Il giorno in cui vi metteranno mano ne faranno scempio, e sarà Morte per ogni ricordo. Anche la sua amica, la Vecchia, Grande Cascina, attende la sua fine, ormai rassegnata e sconfitta, dopo aver visto le sue vecchie compagne distrutte dalle ventate di modernismo.
Piangono, ed io li sento. Ma non posso far nulla Posso solo fuggire, e dimenticare.
Non c'è spazio neppure per i sogni. Non leggo più non scrivo più, voglio solo essere lasciata in pace. Vorrei la pace eterna. Ma non posso, ho una figlia da crescere.
Che schifo di lettera. La nebbia non tornerà mai più. Un'altra nebbia, scura e perniciosa, ha invaso il mio cuore e lo avviluppato in una morsa di odio verso tutto ciò che mi circonda. Al diavolo.
Rivoglio la mia città. Con i suoi portici, le sue nebbie, la pioggia, e le luci di Natale. Ora il centro è bellissimo, visitato da turisti che arrivano da ogni parte del Mondo. Le Banlieu sono infami, ma lo sappiamo. Il mio quartiere non è una Banlieu, si è dato una bella riverniciata di fresco, e profuma di nuovo e di attrazioni. I musei si fanno pubblicità. I cinema sono al massimo. E le ivie pedonali mostrano vetrine con sogni inimmaginabili .... Fino ai saldi.
La Nebbia tornerà. Tornerà quando io sarò di nuovo da lei, e le dirò" sono tornata! Mostra a mia figlia le tue magie, gli innumerevoli fantasmi che la popolano, e che che hanno fatto la Storia. " Storia di una capitale.
Chi ha vissuto Torino, e non semplicemente "A" Torino, li conosce tutti, uno per uno.
Il mio amico è morto. Tornerò città mia, amore mio, e conserva intatta la tua magia: mia figlia è sensitiva soltanto a mezzo, ma se le parlerai , capirà. Già sogna le tue vie ... ti prego, avvolgile nella nebbia solo per me.
Ed io, camminando fianco a fianco con i miei diletti fantasmi, rivivrò ... o perirò con loro.
Addio
15/04/2008 - Nemo
Qui parli di te. E' un capitolo diverso. Il primo va con l'ultimo.
Molto strano amae la Nebbia:è una metafora?
Ciao.
08/12/2007 - giovannagiordani
E' bello amare così il posto in cui si è nati e cresciuti. Ti auguro di tornare! Credo ti stia aspettando....
07/12/2007 - outsider
racconto che mi ha rapito completamente...e che mi lascia non poche domande nella mente.... la nebbia, i fantasmi, la Storia, la capitale, il Natale...sono cosi' importanti per rendere la vita degna di essere vissuta? a dire la verità non lo so...ma vorrei che la Luce illuminasse il tuo cuore e ti regalasse il suo calore...