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Riflessioni in Famiglia
                       Politically IN-corrected

A casa mia, alcune canzoni senza tempo, scorrono, accompagnando i momenti di relax.
Una canzone in spagnolo, lingua che mia figlia trova affascinante, cattura la sua attenzione. Riporto il titolo: "Comandante Che Guevara". 
Vuole la traduzione. Mi chiede se esistono altre canzoni. Mi chiede chi era "questo" CHE.
Mamma cerca. Sui libri: nulla. Su Internet, molto di più.
La figlia si appassiona.

Il padre, un po' seccato, protesta:
-  Vorrei che le fossero proposti modelli migliori. Costui in fondo non era altro che un avventuriero con il mitra facile. -

Mamma ignora le proteste, e continua la sua ricerca: trova una canzone poetica, e appassionata. Mamma era troppo piccola per capire, a quei tempi. Ma chi ha cantato e musicato "Ci vuole un fiore" e ha dedicato al "CHE" una canzone così struggente, non poteva sbagliarsi. Io non lo credo.

Anche Papà ascolta e inizia la sua personale ricerca. Le sue opinioni si ammorbidiscono.

-  Non possiamo farle leggere quello che ho trovato su Internet. - ammette con Mamma, pensando alla figlia. - Ma certo è stato ... sconvolgente. -

Anche Mamma legge. Frattanto la figlia, parlando con un compagno di scuola, chiede il testo di un'altra canzone. Medesimo argomento, autore sicuramente schierato. Mamma s'informa.
- Chi le ha date al tuo compagno queste canzoni? -
- Il papà. O la mamma ... la mamma credo. Sì, sì la mamma. -

La mamma in questione ha circa 15 anni meno di me. Non può sapere, né ricordare. Cerco il testo, e le do ai bambini. Poco dopo mi chiedono il testo di "Auschwitz", stesso autore schierato. Lo trovo, e lo trascrivo. Ascoltano con lacrime che non escono, perché loro sono bambini del XXI secolo, sono forti.

A me restano invece molte, troppe, domande. Io c'ero. Non per Auschwitz, ovviamente; ma per il Che, sì. Ero piccola, molto piccola, capisco. Ma perché mai nessuno disse nulla? Perché non sentii nessuna canzone? Perché, perché, perché?

Rifletto.

Nascondere la Storia, o la Realtà; non è mai un bene.



Parlo a chi è troppo giovane per ricordare, per sapere, anche solo da qualche racconto frammentario di nonni e zii. Vi prego, non chiudete gli occhi. Vi prego, ascoltate quelle vecchie canzoni. Vi prego, leggete; non i romanzi, ma le biografie. Sono passati 40 o 50 anni e nessuno ne parla più. Chiedete, pretendete la Verità. Cercatela. Trovate, senza remore, le colpe dei vostri genitori, dei vostri nonni. Oppure, le loro strenue lotte per la libertà, come ho fatto io.

Il passato prossimo è spesso molto più nascosto del passato remoto. Guardate oltre la grammatica. Non dirò altro.

Rosella
Commenti (3) |
1
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15/04/2008 - Nemo
Sei brava a raccontare la realtà. Non hai solo fantasie.
11/12/2007 - fiorella
mi associo al commento di outsider la penso anch'io come lei
11/12/2007 - outsider
sono d'accordo con te, Rosella...conoscere la Storia, con il necessario spirito critico (pensavo proprio a questo oggi, nel viaggio per andare a lavoro...ma chi glielo insegna ai nostri figli?)...per capire il nostro presente soprattutto...frutto anche, di ideologie dissoltesi a contatto con la "vera" realtà....