Di l? per distrarsi

 


Puro d'uscire si scioglie l'azzurro dimesso argento di fine
degno e diverso alle sue sponde d'illusione in faccia a fissare.
Accanto ha ospiti gli occhi da quelle mura sepolcrali di fuga
versi in epigrammi e terra unica ricchezza lì presso origine.
Piangere può toccare ma è un felice ricordo brezza pungente.
Impronunciabile è il miracolo innesto di memoria oltre a ritagli
scivolati dalle strette di mani baci sfiorati ancora da espiare.
Non è nell'orizzonte il sole di destino polla ma qualcosa rimane.
Di là per distrarsi del banale.

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