Al sole dopo il sole




A sciami quei petali su quella cute terra dalle guance da notte.
Giù una spiaggia bassa e grigia dei suoi riccioli picchi altrettanto
dolorosi accavallati dicono d'elenchi caotici nomi le onde note.
Sfuggono le mani alla coda tremolante una separazione dolce
di quel bambino che vuol fermare a immobilità una vivida cometa.
Altri mesi di discesa impressi su quelle alla turba di ogni mia domanda
al sole dopo il sole che è stato in tutte queste mie sale l'indovino cieco.
E sapere da ritegno ai venti leggeri in ogni siepe la spina raggio in foglie.
Coglie abbacinato tutte le pretendenti e per arderle e ridisegnarsi le consuma.
Fatale traiettoria l'appannarsi non importa il cadere come palpebre.
Tra poco anche le punte.

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