Quattr'occhi




Falene di febbraio tra le ragnatele per un lampione e macerie
quattr'occhi con i miei pensieri più afoni d'un fruscio di geco
lento e poi rapido su questo muro non ce ne sarà eguale in un sorriso.
Le ultime foglie del suo corpo pigrano sul parabrezza d'una carcassa d'auto
alle nottate nel cono di luna d'un marciapiedi che cammina le sue orme.
Fumo e polvere un inseguimento gli accompagnamenti di se stessi rughe ed ali.
E una e una di veleno del perpetuo non luogo cicatrice ha i piedi vestiti della notte.
Si attaccassero.

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