Ben alto cigno che sale

 


I peccati della bellezza nell'inchiostro di questa nube e al circolo buffone gorga
quel cavallo alato sensibile figliolo di brughiera il fiume verde che si spende.
L'impossibile alle calcagna nel divinare gli alberi impertinenti di ogni strada bagaglio
fino alle ginocchia che reggono il cielo per ogni ebbro ramo gradino giocoliere scaltro.
Vizioso orgoglio quel torrente di palta arte che risale la sorgente libera sebbene
e vergine selvaggia sedentaria la perduta fantasia sin dove sciolta svanisce amara.
Dell'inseguirsi gli occhi passano l'ala del pavone che di stonati semi si pasce
e più oltre in sole un fiore di faville dissennato inestricabile becco pollice indice il grido.
Ben alto cigno che sale.

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