Adagio l?avvenire

E viviamo l?acqua che le spalle lascia la pietra da ultimo sipario e innalza il declino aggiungendo e celebrando il muto puro e frenetico che s?esprime fino al mare che l?afferra. Ha colmo bordo per ogni marea piatto e bilancia senza scosse ed ogni onda ? il cuscino del sonno sul seno allattare d?una madre. Adagio l?avvenire ha fianchi di coste profondo pazzo che s?allarga per ogni mano che s?allunga sulla faccia dei tempi se pur buoni spunti e tocca il fondo fango torbido d?un orizzonte al cuore niente e neanche. Non c'? altro eppure il contagio ? una larga ferita ad asciugare come ha il tempo una lacrima di pioggia su di un ciclamino di bosco. Incalcolabile.

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