Quel buio fioco a forbice

Secco in un mezzogiorno l?ultimo papavero di Maggio che m?illude d?irrequieto oro murato in strada. L?ora d?ombre in piedi quel buio fioco a forbice a due sponde un momento prima verso il dopo ubriaco che fissa birilli i cipressi in fila scivola il tempo. Esiste il controluce d?abbaglio la perla occhiola strofina pi? pura che di spalle t?afferra giorno per la notte sul giro di valzer o di tango istanti a dirsi finzione. La lontananza come pare prospettiva sulla soglia. Soffocata d?apostrofare un mare come distesa indecisione frontiera senza suono riposo il cadere all?orizzonte piatto. Sospinto pi? accanto.

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