Segreti l'ultima partita

 

Sconfinato notturno di fervore sequele di smalto luna
acqua porgente di porcellana in grazia statua di dea
zampilla un irreale mare vivente alle sue onde vie.
A pioggia distorta la tristezza scricchiolio dei cavi
del suo guinzaglio un ritmo d'oblio la nave al molo.
Qualcuno pensa dei segreti l'ultima partita oscilla
come quel vaso al salto elastico del gatto nello scatto.
L'incertezza un acino dopo l'altro di delizia non oso
uva matura sulla terra arsa nell'immoto di cera rugiada.
Fiato il linguaggio da leggerlo come libro risposta alla domanda.
Discende che fora guardando fisso il cielo e addenta il sole.
Spruzzato a trascinare le ombre anche le ultime a scurire.
E d'impronte fingere fermarmi verso rivivere.

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