Dopo il buio dopo lo stupendo.

 


Gallerie di se stessi.

Ambiziose ed amare.

Ecco così

che delle ferite profonde

vanno ai segreti con crescente lena.

E un nome

quell'io sulla scena

allo scoperto

dopo il buio

dopo lo stupendo.

No

non voglio più dirlo al cielo

che la luna di giorno

si confonde con una nuvola

d'un fiato a sfaldarsi

appena la pronunci

e guardi un po' più in su.

Poi

il vento trasforma tutto in acqua.

E calici in frantumi.

Ma è tutt'altro spazio

come un cuore nascosto

o solo

sotto la lingua

in una pozza di luce febbrile.

Copriamo aspri di vesti strane

chè il pallore

è accordarsi dopo il tunnel

e chiede coppe più grandi

di fiori aperti vergini.

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