Custodi e grembo

 

Eccomi in campagna.

Sto sempre attaccato

a rammendar la luce

lacerato e debole

d'intimo nudo ramo d'inverno.

I sogni i ricordi gli incontri

tutto ciò

che non è mai stato mio.

La via raccolta qua e là

d'orgoglio nascosto

tra sterpi

che si difende spina.

Spogliarsene

se si affaccia perla di una scollatura

in pieno petto

e in una parte comune accettare

la vita che non ha dormito.

Donde e già basta

un fiore gemma

un bacio breve

la bolla e il soffio

l'incontro d'una fuga.

Della sua veglia

custodi e grembo.

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