Cosa voglia dire mare

 

Da questo bordo a intingermi la pelle.

Un sì a prendere forma radici consumate.

I denti del coraggio di sollevare

una torre saracena

che da vaso coltiva il baciccio

bevendo nella macaia.

E ciminiera fuma alto e assaggia fiato miraggio

per quell'orizzonte che non finisce mai.

E' tutto uguale nel segno del suo costato.

E mai indice l'ha mai sfiorato

neppure l'unghia dell'agave spontanea.

S'accontenta ripetuto gesto.

Sale il cipresso che all'olivo s'accompagna

alle aride di lavanda

senza spiegare un'onda sdoganata.

Frangendo si cela ai miei occhi

nella benda dei corsari.

Alza i piedi dal fondo

e si lascia portare.

Ma sa cosa voglia dire mare.

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