L'insonnia indovina

 

In poco azzurro immenso

sotto la luna d'estate si spezza

la faccia della paura.

Alla sua gamba un tremito batte la mano.

Due groppi alla notte.

S'incatena l'insonnia indovina.

Vagante a volte ti segna la guancia

con una lacrima.

Può svanire stilla.

E via suono come flauto a rilento.

E sulla fronte versa il rosso dell'alba

alone di soprano

dove andare s'intona.

È il mattino in porto a vogare.

Della pallida mezzaluna

non c'è risposta.

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