Il tacito dove volevo

 

Passano le pagine fino ad un punto

come l'oro all'orizzonte

che dispensa la notte

nel suo modo di pensare il giorno

che il tempo scrive.

Due occhi neri a continuare la passeggiata

sono un attimo a disegnarmi

negli angoli di una voce in gola

il tacito dove volevo.

Come sui pattini si sta fermi fulmineamente.

In ogni accorgersi dubito.

Anzi mi credo tra il fremito delle dita.

Abbocca dalle labbra

e qui mi fa pensare

un dito umido saliva.

Chiedo.

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