Angeli nella neve

La musica dolce e struggente di Bach riempiva la stanza.
Era un preludio per clavicembalo e lei amava queste note che le accarezzavano il corpo come dita innamorate. Il chiarore tenue e soffuso delle candele rosse, disposte in diversi punti del piccolo ambiente, sfumava e rendeva meno dura la sua malinconia.
Musica e candele accese erano sempre presenti nella sua casa a scacciare quella paura del buio che lei provava come quando era bambina.
Faceva molto freddo quel giorno, con un vento forte e sgarbato.
Non c'era un'anima in giro, ma lei stava alla finestra e osservava tutto, non le sfuggiva niente, lei con le cose ci parlava e aveva un rapporto speciale con tutto ciò che la circondava.
Accese una sigaretta sorseggiando un caffè, uno dei tanti della giornata, mentre le note di Bach continuavano a vibrare nell'aria.
All'improvviso alzò le braccia al cielo e iniziò una danza tutta sua, come in sogno, danzando minuti lunghissimi in spazi immensi, girando su sè stessa, ad occhi chiusi, volteggiando come un fiocco di neve che mai avrebbe toccato il suolo, sospinto da un soffio di vita a volare ancora e ancora.
Aveva sempre amato ballare da sola e si muoveva ritmicamente, gli abiti lenti sul corpo sempre troppo magro, i capelli dolcemente scomposti da quel movimento armonioso e così intimo.
Si muoveva nella stanza vuota come davanti ad un pubblico attento e silenzioso e c'era questo pubblico, lei lo sapeva, lo aveva sempre saputo.
Al finire di quelle note dolcissime aprì gli occhi, come al risveglio da un lungo sonno.
Prese con le dita le pieghe del suo abito nero e come una piccola principessa s'inchinò lentamente, mentre un delicato soffio di vento le sfiorò i capelli.
Quieta e tranquilla si sedette sul divano acciambellata come un cucciolo, poggiò la testa sulle ginocchia e sorrise a quegli occhi che lei sapeva bene la stavano osservando.
Chinò di nuovo la testa ed ecco scrosciò un applauso, forte e delicato allo stesso tempo, come un suono di campane lontane nel tempo, come mani di bimbi giocosi e lieti, l'applauso ad una bambina mai cresciuta nel suo cuore, una bambina dolce e gentile che sapeva parlare con gli angeli e solo per loro, in una fredda notte di Natale, aveva danzato.

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