cronaca tragicomica di un pellegrinaggio

Qualche tempo fa mio figlio Andrea torna a casa e mi dice che la famiglia del suo amico Valentino ha organizzato un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo per andare da Padre Pio. Poich? ho parecchi motivi per cui ringraziare i santi in questo ultimo periodo chiedo ad Andrea se gli dispiace che venga pure io. Mi risponde: ?certo che puoi venire, ma cercati la compagnia perch? io sto con i miei amici e non posso mettermi a pensare a te, e di tutti gli altri non conosci nessuno.? Pensai a quanto era bello avere dei figli che ti amavano cos? tanto! Lo chiedo alla mia amica Annamaria che all?istante decide di accompagnarmi. Mio marito pensa che io sia impazzita a voler affrontare una strapazzata del genere e vorrebbe accompagnarmi lui, ma ormai sono irremovibile, la compagnia ce l?ho e decido di partire. Pochi giorni prima della partenza Andrea torna a casa e mi fa: ?mamma ci sono dei posti liberi, perch? non lo dici a zia Pina?? Dal mio sguardo truce capisce che non ? cosa e senza aspettare la mia risposta corre via. La partenza ? fissata per le 5 del mattino. Pranzo al sacco, quindi sveglia alle 4 per preparare. Propongo a mio figlio di andare a mangiare in un qualche localino, di certo non mancheranno, mi guarda come si pu? guardare un alieno e fa: ?Ma che sei scema! Tutti si portano da mangiare da casa, la mamma di Valentino ha detto che far? la parmigiana, le cotolette, i panini con il prosciutto e la frittata di spaghetti e tante altre cose e tu vuoi farmi fare la brutta figura di andare in un ristorante. Devi preparare almeno una frittata di pasta con il salame piccante e tanti panini con pomodoro e mozzarella.? Ho capito la sveglia dovr? suonare almeno alle 3.30. Arriva la mattina (chiamiamola mattina) della partenza, mi alzo quasi subito dopo essere andata a letto per preparare la famosa frittata di pasta ed i panini e faccio una scoperta clamorosa, la puzza delle uova a quell?ora del mattino mi da il voltastomaco! Mentre sto bevendo il caff?, Andrea (sempre lui) mi toglie la tazza dalle mani, si preoccupa che mi possa venire il mal di pancia. La stessa sorte con il latte. ?Se ti fai venire il mal di pancia con il caff? o con il latte poi dovrai far fermare l?autobus per andare in bagno io che figura ci faccio?? Sto per strozzarlo poi mi ricordo che sto andando in pellegrinaggio e cambio idea. Almeno oggi devo fare la brava. Come Dio vuole si fanno le 4.55 e andiamo alla fermata dove gi? mi aspetta la mia amica. Abbiamo tanto cibo da sfamare un esercito, medicine per ogni tipo di malattia, antiemicranici, antinfiammatori, antinfluenzali, antidiarroici. In pi? abbiamo assorbenti, tamponi, cerotti e acqua ossigenata, fazzolettini umidi per le mani e per? Sembra che stiamo partendo per la guerra. L?autobus arriva con ?soli? 40 minuti di ritardo, ma non ci incazziamo, stiamo o no andando in pellegrinaggio? In piazza preleviamo altre persone. Due vecchietti iniziano a litigare appena saliti a bordo, la signora voleva il posto in prima fila e se la prende con quel poveretto del marito. Appena imbocchiamo l?autostrada una signora, Angela, si impadronisce del microfono e inizia a recitare il S. Rosario, il che ? normale visto dove siamo diretti, quello che non ? normale ? il fatto che la signora Angela sbaglia tutte le preghiere. Soprattutto sbaglia le finali: ? Ave Marie piene di grazie?? Quando arriviamo a Pietrelcina andiamo a messa e l? mi accorgo che uno strano virus si ? impadronito del gruppo, l?Angelese. La mia amica inizia per prima a sbagliare le finali. Il virus si diffonde rapidamente e radicalmente. Io stessa all?uscita dalla chiesa ho gli stessi sintomi. Leggendo dei cartelli davanti ad un negozio leggo. ?Cipolle ripiene con il tonne? Spero sia solo un attacco leggero, ma quando dopo aver letto su un manifesto per ben cinque volte di seguito LE TRIPPE CORAZZATE, chiedendomi tutte le volte che cacchio fossero ?ste trippe corazzate, vergognandomi di non saperlo, e poi solo al sesto manifesto, dopo un?ora, accorgermi che le trippe corazzate erano in realt? le truppe corazzate, capisco che l?Angelese mi ha colpito in maniera grave.. Ci facciamo la Via Crucis, sempre con le preghiere confuse e sbagliate e partiamo poi alla volta di San Giovanni Rotondo. Sull?autobus Angela ? ormai unica ed indiscussa star. Agguanta di nuovo il microfono e per due ore ci allieta (si fa per dire) con canti liturgici, dando vita ad uno show improvvisato che di sicuro i grandi dello spettacolo le invidierebbero. Quando non ricorda le parole inventa seduta stante e se non ricorda il motivo lo cambia con nonchalance. Arrivati a destinazione c?? il colpo a sorpresa. Angela ci deve fare un annuncio. ?Allore viste che ? preste per antare in chiese, fermiamo il pulmo e antiamo a mangiare. Chi vuole mangiare mangio e chi non vuole mangiare non mangio. Poi prentiamo il pulmo per antare su in paeso. Si paghe 1 eure per antate e ritorne. Mi raccomante, dobbiamo partiro da qui non pi? tardo delle 16.30.? Presi da una ridarella irrefrenabile andiamo a mangiare. E l? restiamo di stucco. Noi che pensavamo di aver portato molto da mangiare ci rendiamo che il nostro molto era una bazzecola rispetto a quello che si erano portati gli altri. Andiamo a visitare la chiesa, la tomba, le celle di Padre Pio e dopo una ultima preghiera di ringraziamento ci ritroviamo tutti puntuali al pulmo, ops, volevo dire pullman e partiamo alla volta di S. Michele Arcangelo. C?? un?ora di viaggio che la signora Angela riempie con altri canti liturgici, sbagliando intere frasi e confondendo una canzone con l?altra. Ormai si fanno scommesse su che vocale user? per finire le parole. Arrivati a S. Michele visitiamo il castello e una bellissima chiesa nella roccia. Compriamo tutti taralli e formaggio pecorino e risaliamo sul pullman per tornare finalmente a casa. Ancora una volta la signora Angela si impadronisce del microfono e inizia a cantare canzoni napoletane. Cio? ci sembrano canzoni napoletane perch? ancora una volta da una libera interpretazione. Ad un certo punto l?autista inizia a diventare insofferente e poco dopo sbotta: ? E mo? basta! E avete detto il Rosario e va bene. Avete cantato tutte le canzoni di chiesa conosciute e sconosciute e va bene. Ma mo? basta, non vi sopporto pi?! Se vi devo portare a casa vi conviene restare zitta!? E preso ormai da una rabbia incontenibile strappa via il filo del microfono. La signora Angela resiste a stare zitta per non pi? di mezz?ora e poi inizia di nuovo a cantare, ma senza microfono era pi? sopportabile. Ad un certo punto ci siamo resi conto che stava cantando una canzone a tutti sconosciuta che nel ritornello diceva: ?far l?amore non ? peccato? Insomma come sempre era andato tutto a tarallucci e vino. Al mattino eravamo partiti in clima di santit? e tornavamo a casa la sera in clima di empiet?.

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